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Perdita di biodiversità: come possiamo agire?

L’imminente minaccia di estinzione per il 25% delle specie animali e vegetali.

Dall’ultima ricerca IPBES, intitolata “Assessment Report on the Different Value and Valuation of Nature” e grazie al contributo di 82 esperti di scienze sociali, economiche e umanistiche, si sono delineati importanti scenari legati alla futura storia del pianeta.

I dati a disposizione dei ricercatori evidenziano che gli attuali tassi di estinzioni delle specie in natura sono da cento a mille volte superiori rispetto alla media delle estinzioni precendenti. Tali risultati conducono ad una riflessione: stiamo vivendo nella sesta estinzione di massa, successiva a quelle causate da eventi cosmici e planetari, come ad esempio quella che portò all’estinzione i dinosauri, circa 65 milioni di anni fa.

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Fonte: IPBES e ISPRA

Quale futuro energetico per l’Italia?

Anno 2220. Con questi ritmi, l’Italia azzererà le emissioni di gas serra tra quasi 200 anni.

Lo scorso 2022 è stato preda di una crisi dei prezzi e degli approvvigionamenti energetici, oltre ad aver subìto gravi impatti dovuti alla crisi climatica, alla siccità e all’aumento degli eventi estremi.

I risultati preliminari delle stime indicano che le emissioni di gas serra in Italia nel 2022 sono state di circa 418 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, alla pari del 2021.

Nonostante il calo dei consumi energetici, abbiamo assistito ad un aumento del consumo di carbone e di un crollo della produzione idroelettrica (-38%), tornata ai livelli degli anni ’50 a causa della siccità. Le rinnovabili ferme a 100 TWh, appena il 35% della produzione nazionale, ed eolico e solare in crescita di +3 GW, con l’Italia che tra i principali paesi europei rimane ancora indietro sulla tabella di marcia della transizione energetica.

Consulta e approfondisci la ricerca cliccando qui.

Fonte: Italy4Climate.org

“Inverno demografico” italiano

La continua riduzione degli individui che abitano il territorio italiano è l’esito di un andamento demografico che vede un numero dei decessi eccessivamente superiore rispetto al numero delle nascite.

A tal proposito, infatti, si parla di meno di 7 neonati e più di 12 decessi ogni 1000 abitanti, dove il numero medio dei figli è di 1,24 su base nazionale con un costante allungamento dell’orizzonte della speranza di vita, pari a circa 82,6 anni.
A tale risultato non giova la dinamica migratoria con l’estero: il saldo migratorio netto sale da +88mila nel 2020 e +160mila nel 2021 fino a +229mila nel 2022.
Anche su base nazionale, gli spostamenti migratori interni sono in crescita: i trasferimenti di residenza tra comuni sono 1 milione 484mila, +4% rispetto al 2021, +10% rispetto al 2020.

Leggi l’intera ricerca cliccando qui.

Fonte: ISTAT

La sostenibilità nel settore sanitario

Tra le tante aziende operanti nel mercato, anche quelle appartenenti al settore sanitario si trovano costrette ad affrontare l’integrazione della sostenibilità all’interno della propria operatività.
Trattandosi di imprese che possiedono come obiettivo primario quello del benessere individuale e sociale, si indaga su come queste conducano le loro attività in relazione ai propri stakeholder? Quale impatto ambientale generano tali processi? Con quale rigore le aziende sanitarie stanno integrando la sostenibilità nei propri business?

Da una recente indagine condotta da ALTIS, BCG e CERISMAS, emerge che l’attrattività per la sostenibilità come parte integrante nelle strategie d’impresa è estremamente diffusa, con quasi l’80% delle intervistate che hanno dichiarato di aver definito una strategia di sostenibilità o di aver già preso parte ad un processo di sviluppo. Questo comportamento richiama a due immediate opportunità: mettere a fuoco la misurazione e la standardizzazione degli elementi di carattere sostenibile, e condividere le best practice già in atto.

Il viaggio è cominciato, e ci permette di guardare al futuro con ottimismo.

Leggi il documento completo cliccando qui.

Fonte: ALTIS

Il nuovo paradigma sostenibile nei Paesi emergenti

Il movimento per la sostenibilità che ha iniziato a invadere il mondo aziendale nelle economie avanzate decenni fa sta ora colpendo con forza le società dei mercati emergenti. Dalla Cina agli Emirati Arabi Uniti al Brasile, le aziende stanno scoprendo che il semplice impegno a diventare ecologici ed essere socialmente responsabili e trasparenti non è sufficiente. Sono sottoposte a crescenti pressioni in patria e all’estero da parte di consumatori, partner commerciali, investitori, autorità di regolamentazione e dipendenti per sostenere i loro impegni con azioni verificabili e vengono punite per le carenze.

I CEO si rendono anche conto che la sostenibilità sta diventando sempre più importante per le loro prestazioni complessive e per costruire la resilienza necessaria per gestire i rischi e le interruzioni nel panorama aziendale internazionale in rapida evoluzione di oggi. Una recente ricerca di BCG ha trovato una forte correlazione tra i punteggi delle società dei mercati emergenti negli indici ambientali, sociali e di governance (ESG), nonché le principali metriche finanziarie e di valutazione. È ormai chiaro che l’imperativo della sostenibilità sta trasformando la natura stessa della competizione globale.

Le aziende con una solida reputazione nell’affrontare le sfide ESG nei mercati emergenti vengono premiate con importanti opportunità di crescita. Godono di una maggiore soddisfazione del cliente. Ottengono un migliore accesso ai mercati, al capitale di investimento e ai talenti ambiti. Hanno maggiori opportunità di cambiare le dinamiche nei loro settori lanciando nuovi modelli di business guidati dal clima. Le aziende che non riescono a colmare il “divario di sostenibilità” con i loro concorrenti, al contrario, possono trovarsi in netto svantaggio sia sul mercato interno che su quello estero.

Leggi il report completo a questo link.

Fonte: BCG Consultancy

Jet privati: lusso o avidità?

L’impatto de jet privati in Europa ha generato emissioni di CO₂ pari a 3.385.538 solo nel 2022, raddoppiandone il contributo rispetto all’anno precedente. Per rendere l’idea, tale cifra si assesta intorno alla media annuale delle emissioni di CO₂ di 555 mila residenti nell’Unione Europea (aree popolate come Genova, Lisbona o Manchester).

Tra i Paesi europei, al quarto posto per numero di voli di jet privati si colloca l’Italia, con 55.624 voli nel 2022.

Questa prima panoramica viene approfondita all’interno dello studio commissionato da Greenpeace CEE e realizzato da CE Delft, dove viene mostrato il numero e l’impatto climatico dei voli dei jet privati in Europa tra gli anni 2020 e 2022, mostrando lo spaccato per distribuzione geografica dei voli, per distanze percorse e per gli aeroporti più frequentati.

Leggi l’articolo completo cliccando qui.

Fonte: Greenpeace

L’Ultimo dei Continenti: L’Antartide

Una spedizione di circa 12.000 km, partendo dal porto di Bluff in Nuova Zelanda per approdare ad Ushuaia nella Patagonia Argentina, dopo aver circumnavigato tutto l’Antartide Occidentale, dal Mare di Ross a quello di Amundsen, fino a quello di Bellinhauser ed infine Penisola Antartica.

Porterò per sempre nel cuore quelle emozioni che solo il Continente Bianco sa dare, con le incursioni verso i suoi ghiacci, una volta considerati eterni, realizzate con elicotteri e zodiac.

Ma anche questo punto remoto del pianeta sta pagando un prezzo drammatico a causa dei cambiamenti climatici ed i rischi più grandi, sono per il genere umano, causa di tutto questo!

Il tutto condensato in questi 12 minuti di video!

Le città del futuro

Cosa intendiamo per “Smart City”? Il termine è riconducibile a contesti diversi come l’urbanistica e la governance, i trasporti, l’energia, l’ambiente, la salute e l’istruzione. Abbiamo notato che il concetto di “Smart City” si basa su una serie di tecnologie, tra cui Internet delle cose (IoT), soluzioni mobili, big data, intelligenza artificiale (AI) e blockchain.

Una recente indagine condotta dal Centro Studi TIM realizzato in collaborazione con il CNR – Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti – DIITET e gli Osservatori ‘Smart City’ e ‘Startup Intelligence’ del Politecnico di Milano, fornisce una visione degli impatti in termini economici e offre strumenti di valutazione a supporto degli amministratori pubblici.

Tra i benefici promossi dalla “Smart City”, entro il 2027 l’Italia si è posta l’obiettivo di ridurre di 6,5 miliardi di euro i costi legati al traffico e di 405 milioni di euro quelli legati all’inquinamento.

Il mercato di riferimento, infatti, è in fortissima crescita, tanto che entro il 2027 sarà capace di valere circa 1,6 miliardi di euro in Italia e oltre 1.000 miliardi di dollari a livello globale.

Approfondisci la ricerca cliccando qui.

Fonte: Gruppo TIM – Centro Studi

Non c’è più tempo

Si è concluso di recente il più grande aggiornamento sullo stato climatico del nostro pianeta, approvato dall’IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici), il maggior organismo scientifico sul clima a livello globale.

Il risultato è stato riassunto con tre parole chiave: gravità, urgenza e speranza.
Riassumendo il contenuto emerso dalla settimana di plenaria, lo scenario ci suggerisce che non stiamo andando nella direzione corretta, e per questa ragione non stiamo facendo abbastanza.
Nonostante la gravità della situazione e dell’urgente necessità di agire, rimangono comunque diverse speranze per cambiare il trend.

Diventa fondamentale agire immediatamente, riducendo il più possibile le emissioni nette di CO2 per stabilizzare la temperatura (l’aumento attuale è di 1,1 gradi rispetto ai livelli preindustriali) e compensare le emissioni che non possono essere azzerate naturalmente. A seguito della trasformazione climatica, diventano indispensabili azioni di mitigazione, con lo scopo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2070.

Approfondisci qui l’articolo completo e consulta il report IPCC

Fonte: LifeGate e IPCC

Riduciamo il “gender gap”

La rappresentanza delle donne nei consigli è gradualmente migliorata, ma permangono squilibri.

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato di recente la relazione sulle pratiche di diversità e il divario retributivo di genere a livello di organo di gestione. Di seguito riportiamo i principali risultati evidenziati dalla ricerca:

  • Il 27,75% degli incarichi non esecutivi è ricoperto da donne.
  • Solo il 18,05% degli amministratori esecutivi è donna.
  • L’equilibrio di genere nell’Europa settentrionale e orientale è generalmente migliore che in altre parti dell’UE.
  • Il 27,05% degli istituti non dispone ancora della politica obbligatoria sulla diversità.
  • Esiste una chiara correlazione positiva tra equilibrio di genere e Return on Equity (RoE).
  • Le donne guadagnano in media il 9,48% in meno rispetto agli amministratori esecutivi uomini e il 5,90% in meno rispetto agli amministratori non esecutivi uomini.

Il report completo è disponibile e scaricabile direttamente qui.

Fonte: European Banking Authority (EBA)

Una richiesta senza precedenti

Più di 700 istituti finanziari hanno richiesto alle aziende la più grande pubblicazione di dati ambientali mai realizzata.

Questa settimana, 746 importanti istituzioni finanziarie che detengono oltre 136 trilioni di dollari in attività, inviteranno più di 15.000 aziende in tutto il mondo a divulgare i dati sul loro impatto ambientale. La richiesta è sotto forma di una lettera ai consigli di amministrazione di queste società, evidenziando l’urgente necessità per la comunità imprenditoriale di impegnarsi nella rendicontazione ambientale.

Oltre ai dati su cambiamento climatico, deforestazione, sicurezza idrica e biodiversità, la lettera chiede anche divulgazione sulla plastica attraverso il questionario 2023 di CDP.

CDP, l’organizzazione no-profit globale che gestisce il sistema mondiale di divulgazione ambientale, sta coordinando questa richiesta annuale di divulgazione per conto di istituzioni finanziarie in 40 paesi, che vanno da asset manager e proprietari di asset a banche e compagnie assicurative.

La richiesta di trasparenza ambientale aziendale è più grande che mai. La lettera di quest’anno vede un aumento di quasi il 10% nel numero di istituti finanziari che richiedono la divulgazione tramite CDP, sottolineando il valore della divulgazione ambientale aziendale nel migliorare la valutazione dei portafogli di investimenti e prestiti e le previsioni. Inoltre, l’aumento dell’impegno riflette il riconoscimento che il cambiamento climatico e la perdita irreversibile della natura e degli habitat pongono sfide indiscutibili alle imprese e alle attività di investimento.

Approfondisci l’articolo cliccando qui.

Fonte: CDP

Come si comportano i Paesi con le risorse?

Il famoso “Earth Overshoot Day” coincide con il giorno in cui le risorse rinnovabilli prodotte dalla Terra in un anno solare si easuriscono. Ogni anno questa giornata varia, in funzione della velocità con la quale le risorse vengono consumate.

Una ricerca annuale calcola e pubblica quale sarebbe l'”Earth Overshoot day” in funzione di come gestisce e sfrutta le risorse disponibili ciascun paese. Per meglio dire, si tratta della data in cui cadrebbe l'”Earth Overshoot Day” se tutta l’umanità consumasse come le persone in quel paese.

I giorni di overshoot del paese vengono pubblicati il 1° gennaio di ogni anno. Al fine di rispettare questa scadenza di pubblicazione, i giorni di superamento del 2023 sono stati calcolati nel dicembre 2022 utilizzando l’edizione 2022 dei Conti Nazionali dell’Impronta Carbonica e della Biocapacità. I dati dell’edizione 2022 vanno dal 1961 al 2018. Ciò è dovuto a un ritardo di tre o quattro anni tra l’ultimo anno di dati e l’anno di ultima edizione a seguito del processo di segnalazione delle Nazioni Unite.

Di seguito, la rappresentazione grafica dell'”Earth Overshoot Day 2023″ in base al Paese.

Per approfondire l’articolo, clicca qui.

Fonte: Overshoot Day

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