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Le Alpi e il Riscaldamento Globale

L’estate 2022 è iniziata ad aprile e terminata a novembre inoltrato, generando uno dei periodi più caldi in assoluto nell’intero emisfero boreale.

I ghiacciai delle nostre Alpi hanno subìto l’ennesimo colpo da parte di un clima impazzito a causa delle nostre emissioni.

Abbiamo documentato cosa accade in Valle d’Aosta, sul Monte Bianco e sulle Dolomiti.

Rischiamo di perdere la sfida climatica?

L’umanità rischia di perdere la lotta contro il cambiamento climatico e di mancare l’occasione di investire realmente in politiche e azioni di mitigazione e adattamento a causa dell’attuale crisi economica globale e dell’intensificarsi delle tensioni geopolitiche.

Il report del World Economic Forum mostra scenari in cui, nei prossimi due anni, i rischi sono quelli del persistere, se non addirittura dell’aumento, delle pressioni inflazionistiche, della frammentazione economica globale e delle tensioni geopolitiche; e in cui un’errata calibrazione tra politiche monetarie e fiscali aumenterà la probabilità di shock di liquidità, segnalando una recessione economica più prolungata e una sofferenza del debito su scala globale. Inoltre, l’analisi evidenzia come la tecnologia potrebbe aumentare le disuguaglianze e i reati informatici potranno farsi più frequenti.

Pertanto, poichè le crisi attuali sottraggono finanze ai rischi che si presenteranno nel medio e lungo termine, gli oneri per gli ecosistemi naturali aumenteranno, anche considerando che al momento la loro importanza e il loro ruolo fondamentale per la salvaguardia del Pianeta e dell’umanità sono ancora sottovalutati nelle scelte economiche globali.

Scopri quali sono i rischi climatici e ambientali maggiormente percepiti e consulta l’intero report qui.

Fonte: ESGNEWS.it.

Gli italiani e l’energia

Secondo la recente indagine curata da Ipsos per Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club gli italiani sono sempre più destabilizzati e angosciati dall’aumento dei costi. In particolare, il 64% degli italiani intervistati (2 su 3) si dice molto preoccupato per la crisi energetica, soprattutto per l’impatto che potrebbe avere sulle spese quotidiane (41%), sull’insorgere una crisi economica generale (32%) o sul non riuscire a pagare le bollette/utenze (19%).

Per contrastare il caro bollette, oltre la metà degli italiani (55%) pensa che sia necessario accelerare verso la transizione energetica e solo il 12% propone di abbandonare la corsa e puntare su fossili e nucleare. Infatti, nonostante il Belpaese risulti in linea con la media europea, cresce la percezione che l’Italia sia rimasta indietro rispetto agli altri Paese Europei sul tema rinnovabili: pensiero che accomuna il 54% degli italiani contro il 47% del 2021. Sensazione che migliora tra chi ha una buona conoscenza delle rinnovabili. Il caro bollette è secondo gli italiani intervistati imputabile principalmente alla speculazione delle aziende energetiche e della finanza, alle crisi internazionali che hanno messo in luce la scarsa indipendenza dell’Europa dai Paesi produttori e ai ritardi nelle rinnovabili. 

Per contrastare il rincaro, dando così anche un importante contributo all’ambiente, l’89% degli italiani si dice disposto a fare qualcosa. Il 60% pensa ad un minor utilizzo di elettrodomestici, luce e riscaldamento. In generale, cresce l’atteggiamento attivo verso il risparmio: sostituire elettrodomestici con altri a basso consumo e ridurre l’utilizzo del riscaldamento in inverno sono i comportamenti sostenibili che si è maggiormente disposti a adottare. Marginale invece la propensione ad utilizzare forme di sharing mobility. La conoscenza delle energie rinnovabili si conferma ampia ma stabile rispetto allo scorso anno: circa il 60% degli intervistati dice di avere un buon livello di conoscenza del tema. E ciò può essere dovuto al fatto che, nel 2022, sono stati altri i temi energetici che hanno dominato il dibattito civile e politico.

Puoi scaricare e consultare l’intera indagine qui.

Fonte: Legambiente.

Global Humanitarian Overview 2023

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) ha lanciato giovedì 1 dicembre 2022 a Ginevra la Global Humanitarian Overview (GHO) 2023, con successive presentazioni ad Addis Abeba in collaborazione con l’Unione Africana e a Riyadh in collaborazione con King Salman Humanitarian Aid e Relief Center-KSrelief.

Il GHO è la valutazione annuale della comunità umanitaria, dei bisogni globali e delle risorse necessarie per rispondervi. Lo scopo del lancio di GHO è quello di fornire una panoramica dei bisogni umanitari e dei requisiti di finanziamento nel 2023, richiedere generosi finanziamenti per gli appelli globali del prossimo anno e amplificare l’eco delle comunità colpite, in particolare donne e ragazze.

Per leggere la presentazione cliccare qui.

Fonte: Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (UN)

Quanto cresce il “Raiffeisen Coral Reef?”

Un video che ci rende orgogliosi di quanto abbiamo fatto ed entusiasta, perchè quello che avevamo in mente e quanto abbiamo ideato sin dal primo momento, si è realizzato.

La vita è una cosa meravigliosa ed anche un piccolo gesto può essere immenso!

L’Ultimo Paradiso sulla Terra, Raja Ampat – West Papua

Lontano da tutto e da tutti, forse per questo resta uno dei posti più esclusivi del pianeta per biodiversità. Oltre 1500 specie di coralli, il 75% di quelli conosciuti dall’uomo e circa 600 specie di pesci diversi, popolano le acque di Raja Ampat nella regione indonesiana della Papua Occidentale.

Raggiungerla dall’Italia è un’impresa, devi prendere un volo che dall’Italia arrivi a Singapore, da qui uno per Giacarta ed ancora un volo interno per Sarong che per quanto sia “un volo interno”, è lungo 4 ore ed attraversa due fusi orari. Arrivato a Sarong ti attendono ancora quattro ore di barca veloce, prima di arrivare…in Paradiso! Una volta Raja Ampat era uno dei tanti posti meravigliosi per biodiversità presenti sul nostro pianeta, oggi è uno degli ultimi a causa dei danni dovuti alla mancanza di Sostenibilità di natura antropica. Primi tra tutti i cambiamenti climatici dovuti dalle nostre emissioni.

Ci piace pensare che la Natura abbia preservato Raja Ampat per ricordare a noi tutti cosa era la terra prima della distruzione generata dall’uomo. Ci piace pensare che Raja Ampat un giorno tornerà ad essere “uno” dei posti meravigliosi del nostro pianeta, non più: “L’Ultimo Paradiso!”

Greenwashing e finanza sostenibile: rischi e risorse di contrasto

Il greenwashing – che può riguardare i prodotti, gli obiettivi e/o le politiche di un’azienda – danneggia investitori, consumatori, concorrenti e, più in generale, la credibilità del mercato. In particolare, i rischi a cui si espongono sia le società che incorrono nel greenwashing, sia gli operatori finanziari che le supportano, rientrano in tre categorie principali: reputazionale, legale e finanziario. È quindi fondamentale prevenire e contrastare il fenomeno: a questo scopo, il Forum per la Finanza Sostenibile ha elaborato un paper con linee guida concrete.
 
Lo studio costituisce il documento di sintesi di un gruppo di lavoro che ha coinvolto i Soci FFS, tra cui Raiffeisen Capital Management, sul tema del greenwashing.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: Forum Finanza Sostenibile

Still flying blind

Paper realizzato dalla Carbon Tracker Initiative in collaborazione con il Climate Accounting and Audit Project.

Si tratta della seconda revisione annuale sul grado di disclosure climatica delle imprese lanciata nel 2021. L’analisi ha coinvolto le aziende responsabili dell’80% delle emissioni di gas serra industriali, tra cui quelle dei settori dei combustibili fossili, minerario, manifatturiero e automobilistico. Nessuna delle 134 società valutate ha superato i test di base.

Rispetto alla prima revisione del 2021, si è registrato un aumento degli impegni Net zero e di altri impegni relativi al clima e un aumento delle segnalazioni sui rischi climatici al di fuori dei rendiconti finanziari. Tuttavia, la maggior parte delle aziende ancora non include gli impatti finanziari di questi impegni e i rischi del cambiamento climatico nei loro bilanci. L’analisi di 134 società, grosse emettitrici di Co2, mette in luce poche indicazioni che gli impatti delle questioni rilevanti legate al clima siano stati presi in considerazione nella preparazione del bilancio.

Fonte: Carbon Tracker Initiative

Living Planet Report

Il Living Planet Report è il rapporto biennale curato da WWF sulla salute della biodiversità globale, che analizza in particolare i trend di declino di decine di migliaia di popolazioni di vertebrati (mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi) in tutto il mondo.

Secondo il Living Planet Report “I cambiamenti nell’uso del suolo restano ancora la più grande minaccia attuale per la natura, costituendo la causa della distruzione e frammentazione degli habitat naturali di molte specie vegetali e animali sulla terraferma, nelle acque dolci e nel mare. Tuttavia, se non saremo in grado di limitare l’aumento medio delle temperature a 1,5°C, è probabile che il cambiamento climatico diventi la causa principale della perdita di biodiversità nei prossimi decenni. L’aumento delle temperature sta già determinando eventi di mortalità di massa, nonché le prime estinzioni di specie. Ogni rialzo di temperatura aumenterà queste perdite e l’impatto che hanno sulle persone.” 

Questa edizione del Living Planet Report conferma che il pianeta è nel mezzo di una crisi biologica e climatica, e che abbiamo un’ultima occasione per agire. Questo va oltre la conservazione. Un futuro nature-positive richiede cambiamenti radicali nel modo in cui produciamo, consumiamo, governiamo, e cosa finanziamo. 

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: WWF Italia

2022 Task Force on Climate-related Financial Disclosures Status Report

L’ultimo sondaggio della Taskforce on Climate-related Disclosures ha analizzato i report sul clima pubblicamente disponibili di oltre 1.400 grandi imprese. Emerge che la percentuale di aziende con una disclosure allineata alla Tcfd continua a crescere.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: Financial Stability Board (fsb.org)

Stato dei servizi climatici 2022

Il rapporto sullo stato dei servizi climatici dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) del 2022 si concentra sulla questione dell’energia, un argomento che continua a dominare la discussione e il dibattito in quanto influisce su ogni singola comunità, azienda, settore ed economia, in tutte le parti del mondo.

Raggiungere il Net Zero entro il 2050 significherà una trasformazione completa del nostro sistema energetico globale, con il passaggio a una produzione di elettricità a basse emissioni e una maggiore efficienza energetica al centro della risposta mondiale. Ma la transizione verso l’energia pulita richiede investimenti in migliori servizi meteorologici, idrici e climatici che possono essere utilizzati per garantire che la nostra infrastruttura energetica sia resiliente agli shock legati al clima e migliorare le misure per aumentare l’efficienza energetica in più settori.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: World Meteorological Organization

Dieci anni di evoluzione della Responsabilità Sociale di Impresa in Italia: un bilancio sul futuro – indagine Ipsos

L’indagine mostra come in questi dieci anni le persone siano diventate più attente al proprio comportamento e a quello delle aziende: quasi 2 italiani su 3 (il 68%) si dichiarano pronti a spendere di più per un prodotto sostenibile, e quasi la metà della popolazione vorrebbe fare di più per comprendere se un’azienda è realmente impegnata nella sostenibilità (48% rispetto al 38% del 2018), confermando così che il ruolo delle persone è sempre più cruciale per orientare anche le scelte delle imprese.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: www.csreinnovazionesociale.it

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