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Agricoltura: Opportunità o Minaccia?

L’agricoltura genera alimentazione per miliardi di persone, ma nel contempo è causa dell’emissione di oltre 1\3 dei gas serra presenti in atmosfera.

Una volta era il clima a condizionare l’agricoltura, oggi è invece l’agricoltura a condizionare il clima!

Siamo riusciti ad invertire gli equilibri che la natura ha delineato per centinaia di migliaia di anni ed oggi siamo ad un bivio: consentiamo che agricolture e specifiche colture come quella del riso, che rappresenta la primaria fonte di alimentazione per circa 3 miliardi di persone continui ad esser responsabile di oltre il 20% del riscaldamento del pianeta, oppure cerchiamo una soluzione per trasformare quella che oggi è una minaccia per il genere umano in un’opportunità?

La strada è in realtà solo una che bisogna perseguire tutti assieme, anche persone come me che non hanno mai preso in mano una pala o un rastrello!

Questo è quello che ho documentato in Indonesia nell’entroterra di Bali ad Ubud.

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La vita, nonostante l’uomo!

Il titolo che avrei dato a questo video mi è venuto in mente nel mezzo di queste riprese, terrestri e subacquee, che ho fatto dall’altra parte del mondo. Cosa fa la natura per noi e come tenta di adattarsi alle nefandezze che ogni giorno l’uomo commette. Ma fino a quando pensiamo che tutto ciò possa perpetrarsi? La natura non ha bisogno dell’uomo, è l’uomo che ha bisogno della natura e l’irrazionalità della nostra presunzione ci sta già presentando un conto enorme!

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The role of animal health in national climate commitments

Il report Il ruolo della salute animale negli impegni nazionali sul clima, elaborato dalla Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) insieme alla Global Dairy Platform e la Global Research Alliance on Agricultural Greenhouse Gases (GRA), dimostra che migliorare la salute animale può contribuire a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, in quanto le malattie zoonotiche, l’aspettativa di vita degli animali e la loro produttività sono tutti fattori che producono un significativo impatto su tali emissioni. In altre parole, lo studio afferma chiaramente la possibilità che un miglioramento della situazione sanitaria degli animali contribuirà a mitigare il clima.

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Fonte: FAO – Food and Agriculture Organization of the United Nations www.fao.org

EU Sustainable Finance & SFDR: making the framework fit for purpose

Eurosif è lieta di condividere il suo nuovo rapporto incentrato sull’attuazione del Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR). Lo scopo di questa relazione è di tenere conto degli sviluppi nel mercato dell’UE dei prodotti di investimento dall’applicazione dell’SFDR e di raccomandare adeguamenti per garantire che il quadro possa essere adattato all’uso che il mercato ne fa.

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Fonte: eurosif.org

Renewable Power Generation Costs in 2021

La competitività delle rinnovabili ha continuato a migliorare nel 2021. I dati del database IRENA Renewable Cost Database e l’analisi dei recenti trend del settore energetico affermano il loro ruolo essenziale nel viaggio verso un futuro netto zero economico e tecnicamente fattibile.

Il nuovo rapporto conferma «Il ruolo fondamentale che le energie rinnovabili competitive in termini di costi svolgono nell’affrontare le odierne emergenze energetiche e climatiche, accelerando la transizione in linea con il limite di riscaldamento di 1,5° C e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. L’energia solare ed eolica, con i loro tempi di realizzazione dei progetti relativamente brevi, rappresentano elementi fondamentali negli sforzi dei Paesi per ridurre rapidamente, e alla fine eliminare gradualmente, i combustibili fossili e limitare i danni macroeconomici che provocano nella ricerca del net zero».

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Fonte: IRENA – International Renewable Energy Agency irena.org

The Sustainable Development Goals Report 2022

Il Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2022 fornisce una panoramica globale dei progressi nell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, utilizzando gli ultimi dati e stime disponibili. Tiene traccia dei progressi globali e regionali verso i 17 obiettivi con analisi approfondite di indicatori selezionati per ciascun obiettivo.

Secondo il Rapporto, crisi a cascata e interconnesse stanno mettendo in grave pericolo l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, insieme alla sopravvivenza stessa dell’umanità. Il Rapporto mette in evidenza la gravità e l’entità delle sfide che ci attendono.

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Fonte: Nazioni Unite – Environmental Programme

Electricity Market Report – luglio 2022

La crescita della domanda mondiale di elettricità sta rallentando, appesantita dalla debolezza economica e dai prezzi elevati

IEA

Nella prima metà del 2022, molti mercati dell’elettricità hanno continuato a registrare prezzi alle stelle, in particolare in Europa, riflettendo profonde incertezze sia sulle forniture di combustibili fossili che sulle prospettive economiche. L’invasione russa dell’Ucraina ha infranto ogni speranza di un calo dei prezzi dell’energia nel breve termine, dopo i dei forti aumenti osservati nella seconda metà del 2021. In Europa, la situazione di grave crisi ha suscitato maggiori ambizioni e rafforzato le politiche per far avanzare la transizione energetica verso energie pulite e ridurre la dipendenza dalle importazioni di carburante. Ma a breve termine, ha anche portato a un parziale ritorno alla produzione di elettricità a carbone. Si prevede che la lenta crescita economica ridurrà la crescita della domanda globale di elettricità nel 2022 e nel 2023 a meno della metà del tasso registrato nel 2021. Nonostante il passaggio dal gas al carbone e la scarsa disponibilità di centrali nucleari in Europa, le emissioni del settore elettrico globale potrebbero diminuire leggermente nel 2022 e 2023 – grazie alla combinazione di rallentamento della domanda di energia e la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili.

Nell’Electricity Market Report aggiornato al luglio 2022, l’IEA presenta le sue ultime previsioni per la domanda, l’offerta e le emissioni di elettricità a livello mondiale fino al 2023.

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Fonte: International Energy Agency ww.iea.org

Hitting the road to a greener future

Nell’ultima analasi sui fondi d’investimento sostenibili condotta da Morningstar e zeb e promossa dell’Associazione lussemburghese dell’industria dei fondi (ALFI) si rileva che l’Europa è il motore principale della finanza sostenibile mondiale.

Dallo studio emerge che il Vecchio Continente a fine 2021 deteneva l’83% del patrimonio netto globale dei fondi sostenibili, per un valore complessivo pari 2.000 miliardi di euro. Una cifra con segna una crescita del 71% rispetto all’anno precedente.

I fondi sostenibili rappresentano il 16% del patrimonio netto totale dei fondi domiciliati in Europa. Una percentuale nettamente superiore a quella di Stati Uniti e Asia, che si fermano rispettivamente all’1% e al 5%. In Europa, il Lussemburgo mantiene la sua posizione di leader di mercato, con circa un terzo delle attività gestite dai fondi sostenibili in Europa domiciliate in questo Paese.

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Fonte: Association of the Luxembourg Fund Industry (ALFI)

Blue Economy Report 2022

L’oceano è alla base della vita nel pianeta e svolge un ruolo fondamentale nel garantire che alcuni dei nostri bisogni più elementari siano soddisfatti. La Blue Economy comprende tutte le attività legate all’acqua, al mare e agli oceani. Non si basa solo su forme di utilizzo più tradizionali (ad esempio pesca e acquacoltura), ma combina anche una visione più ampia delle attività che possono offrire importanti fonti di sviluppo economico sostenibile per gli Stati membri e le comunità costiere in particolare. L’economia blu può contribuire in larga misura alle ambizioni verdi dell’Europa. Un’economia blu sostenibile consente alla società di ottenere valore dagli oceani e dalle regioni costiere, rispettando nel contempo la loro capacità a lungo termine di rigenerarsi e sopportare tali attività attraverso l’attuazione di pratiche sostenibili. Ciò implica che le attività umane devono essere gestite in modo da garantire la salute degli oceani e salvaguardare la produttività economica a lungo termine, in modo che il potenziale che offrono possa essere realizzato e sostenuto nel tempo. La relazione annuale dell’UE sull’economia blu mira a migliorare continuamente la misurazione e il monitoraggio della performance socioeconomica dell’economia blu (per il periodo 2009-2019 nell’attuale edizione), tenendo conto dei suoi impatti ambientali. L’UE è determinata a realizzare il Green Deal europeo, con l’adozione del “pacchetto Fit for 55”, l’attuazione del piano d’azione per l’inquinamento zero e con la preparazione di altre iniziative, garantendo nel contempo una transizione basata su crescita economica e occupazione. Inoltre, l’intuizione della comunicazione sull’economia blu sostenibile può aiutare a raggiungere questo obiettivo di crescita sostenibile proteggendo e ripristinando la natura, combattendo l’inquinamento e affrontando il cambiamento climatico.

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Fonte: Direzione Generale Affari marittimi e Pesca e dal Centro Comune di Ricerca (JRC)

Mobilità elettrica e home working riducono l’inquinamento urbano

Trasformando solo l’1% dei veicoli più inquinanti in elettrici, la riduzione delle emissioni sarebbe pari a quella ottenuta convertendo in elettrico il 10% di veicoli scelti casualmente. È uno dei risultati della ricerca, pubblicata su Nature Sustainability, condotta da Cnr-Isti e Sapienza Università di Roma nelle città di Firenze, Roma e Londra

Lo studio ha evidenziato come in città come Roma e Firenze, ma anche a Londra, il 10% delle strade più inquinate può arrivare ad “ospitare” quasi il 60% delle emissioni veicolari di tutta la città, e, allo stesso modo, il 10% dei veicoli più inquinanti può arrivare ad essere responsabile per ben più della metà delle emissioni.

La ricerca sottolinea inoltre che rendendo elettrico anche solo l’1% dei veicoli privati più inquinanti in un centro urbano, la conseguente riduzione delle emissioni di CO2 sarebbe pari a quella ottenuta se una quantità 10 volte maggiore di veicoli scelti a caso fossero elettrici. Risultati analoghi si ottengono dall’applicazione dell’home working mirato ad evitare i viaggi sistematici casa-lavoro di una porzione della popolazione.

“Si tratta di una evidenza scientifica di quanto sia importante compiere scelte che siano informate”, commenta Mirco Nanni, ricercatore di Cnr-Isti che ha condotto lo studio e direttore del Kdd-Lab. “Misure come le cosiddette targhe alterne, ancora in voga fino a pochi anni fa, sono incredibilmente meno efficaci di politiche di riduzione delle emissioni che compiano invece scelte mirate, come i più recenti divieti alla circolazione dei veicoli particolarmente inquinanti, o eventuali incentivi all’elettrico, che dovrebbero, però, essere concepiti per chi inquina di più”.

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Fonte: Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isti) www.cnr.it

Dimensioni ed esempi degli impatti del cambiamento climatico differenziati per genere, il ruolo delle donne come agenti di cambiamento e le opportunità per le donne.

Il rapporto spiega perché le donne spesso subiscono gli impatti dei cambiamenti climatici in modo diverso dagli uomini, evidenziando al contempo il ruolo critico che le donne svolgono nel rispondere ai cambiamenti climatici. Il rapporto è stato preparato dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico e ha sintetizzato le informazioni presentate dalle Parti, dalle organizzazioni e dalla comunità di ricerca. È stato presentato ai delegati della conferenza per ricordare che il cambiamento climatico riguarda tutti, ma non tutti allo stesso modo.

Il rapporto ha evidenziato come le donne siano agenti del cambiamento. Quando hanno pari accesso alle opportunità decisionali, prendono decisioni più sostenibili, ad esempio, migliorando i tassi di frequenza scolastica dei loro figli, aumentando la sicurezza alimentare, adottando modelli di mobilità più ecologici e riducendo la domanda di energia. Inoltre, l’adattamento ai cambiamenti climatici può offrire alle donne l’opportunità di accedere a maggiori risorse e di partecipare al processo decisionale, grazie al cambiamento delle norme di genere. Infine, è stato dimostrato che la governance inclusiva, promossa dagli organismi internazionali e dai governi nazionali, può portare a politiche di resilienza climatica efficaci e di lunga durata, che migliorano l’equità sociale in generale e l’uguaglianza di genere in particolare, attraverso l’integrazione di un maggior numero di donne e di gruppi emarginati nel processo decisionale.

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Fonte: United Nation Climate Change unfccc.int

Food Outlook – Biannual Report on Global Food Markets

Pubblicato due volte l’anno, il Food Outlook fornisce le previsioni della Fao sull’andamento della domanda e dell’offerta del mercato per i principali prodotti alimentari del mondo, inclusi cereali, colture oleaginose, zucchero, carne, latticini e pesce. Esamina anche le tendenze nei mercati dei futures e i costi di spedizione per i prodotti alimentari. La nuova edizione contiene anche due capitoli speciali che esaminano il ruolo dell’aumento dei prezzi degli input agricoli, come combustibili e fertilizzanti, e i rischi che la guerra in Ucraina pone per i mercati globali delle materie prime alimentari.

Alla luce dell’impennata dei prezzi dei fattori di produzione, delle preoccupazioni per il clima e dell’aumento delle incertezze di mercato derivanti dalla guerra in Ucraina, le ultime previsioni della FAO indicano un probabile inasprimento dei mercati alimentari nel 2022.

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Fonte: FAO

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