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The drivers of the costs and
performance of ESG funds

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), l’autorità di regolamentazione dei mercati mobiliari dell’UE, in questo studio esamina le potenziali ragioni alla base dei costi relativamente inferiori e delle migliori prestazioni dei fondi ESG rispetto ad altri fondi.

Esma ha analizzato 6.528 fondi azionari, tra aprile 2019 e settembre 2021, dimostrando che i fondi Esg non solo solo meno costosi, ma performano meglio rispetto alla loro controparte di fondi non-Esg. E fa luce sui driver che spiegano questa differenza. La S e la G trainano la performance.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: European Securities and Markets Authority (ESMA) esma.europa.eu

State of the Global Climate 2021

Il rapporto pubblicato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) sullo Stato del clima globale nel 2021, non porta buone notizie. Quattro indicatori chiave del cambiamento climatico (concentrazioni di gas serra, innalzamento del livello del mare, calore oceanico e acidificazione degli oceani) hanno stabilito nuovi record nel 2021.

La pubblicazione fornisce anche le scoperte più recenti sui rischi e gli impatti legati al clima, compresi gli aspetti sulla sicurezza alimentare, gli aspetti umanitari e di sfollamento della popolazione e l’impatto sugli ecosistemi.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: World Meteorological Organization (WMO) wmo.int

Equilibrio di genere nelle imprese e nella finanza

Secondo gli ultimi dati relativi all’anno 2021 dell’EIGE (European Institute for Gender Equality), gli sforzi per raggiungere l’equilibrio di genere nel mondo degli affari e della finanza stanno perdendo slancio in quanto i governi continuano a vacillare sull’introduzione di quote rigide nei consigli di amministrazione. Garantire che le donne siano in posizioni decisionali nel mondo degli affari e della finanza è un passo decisivo per raggiungere una maggiore uguaglianza di genere nella nostra società.

L’EIGE monitora la situazione ogni due anni per le maggiori società quotate in ciascuno dei 27 Stati membri dell’Unione europea (UE) (UE-27) e ogni anno per le banche centrali e le istituzioni finanziarie europee.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: EIGE Europa eige.europa.eu

Le aziende più trasparenti sono quelle che rispettano più i lavoratori

Grazie all’analisi svolta da ShareAction’s Workforce Disclosure Initiative (WDI) viene dimostrato come le aziende che adottano maggiore trasparenza sono anche quelle più attente alla qualità del lavoro e ai fattori ESG.

Dal sondaggio realizzato sulla forza lavoro di 173 aziende, risulta evidente come la trasparenza vada a vantaggio dei lavoratori. Ma anche delle aziende stesse e degli investitori. Tra le società che hanno partecipato figurano la metà di quelle che compongono il principale indice di Borsa di Londra, il FTSE100.

Gli argomenti che emergono sono:

  1. Impegnarsi sulla trasparenza favorisce un processo virtuoso nel tempo
  2. Maggiore diversità nei Cda aziendali garantisce ambienti di lavoro più sani
  3. Stipendi, equità, trasparenza: il lavoro da fare resta ancora molto

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: ShareAction’s Workforce Disclosure Initiative (WDI) shareaction.org

Aggiornamento del mercato delle energie rinnovabili

Prospettive per il 2022 e il 2023.

Secondo il nuovo rapporto “Renewable Energy Market Update – May 2022 – Outlook for 2022 and 2023”, pubblicato dall’International energy agency (Iea).

“Gli sviluppi del mercato energetico degli ultimi mesi, soprattutto in Europa, hanno dimostrato ancora una volta il ruolo essenziale delle rinnovabili nel miglioramento della sicurezza energetica, oltre alla loro consolidata efficacia nel ridurre le emissioni“. – IEA Executive Director

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: International Energy Agency ww.iea.org

21. Il doppio rendimento – studi empirici

Cari lettori,

con la rubrica ESaGeri-amo! desideriamo soddisfare la vostra esigenza di ricevere un contributo formativo in tema di investimenti ESG, anche al fine di riconoscere più facilmente gli investimenti SRI gestiti con un approccio “sincero”.

ESaGeri-amo! è una rubrica che viene declinata sotto forma di articoli di approfondimento su vari temi legati al mondo degli investimenti sostenibili: vengono affrontate varie tematiche di natura tecnica, normativa e commerciale.

Gli articoli della rubrica sono ricchi di contenuti ma anche di esempi pratici per poter fornire un collegamento con le pratiche di gestione degli investimenti sostenibili. 

ESaGeri-amo! vuol fare “innamorare” i lettori degli investimenti ESG, spingendoli a gettare il cuore oltre l’ostacolo approfondendo quelle tematiche che possano fornire gli strumenti utili a riconoscere un valido e sincero investimento sostenibile. Infatti, riteniamo che solamente chi conosce bene il tema degli investimenti sostenibili riesce a comprenderne le potenzialità (non solamente ESG, ma anche finanziarie).

In questa puntata della rubrica ESaGeri-amo! viene analizzato il “doppio rendimento” (finanziario ed extra-finanziario). In particolare, vengono:

  • Valutata la capacità degli investimenti sostenibili di generare rendimento (anche in confronto agli investimenti “tradizionali”)
  • Analizzati gli effetti di una gestione sostenibile (“diversificazione”, “small-cap”, “anticipazione”, “informazione” e “selezione positiva”)
  • Esaminati studi e ricerche focalizzati sul tema della generazione di rendimenti positivi degli investimenti sostenibili
  • Analizzato il rischio degli investimenti sostenibili

L’obiettivo di questo approfondimento è quindi quello di voler fornire utili strumenti per conoscere il “doppio rendimento”, nonché quello di illustrare gli studi empirici focalizzati su questo tema.

Rapporto sull’economia circolare in Italia

Il Rapporto sull’economia circolare in Italia curato da Circular Economy Network e Enea fa il punto della situazione che nel 2022 sta segnando le sorti geopolitiche ed economiche europee. Gli eventi drammatici degli ultimi anni (l’aggravarsi della crisi climatica, la pandemia, l’invasione dell’Ucraina) hanno fatto schizzare in alto i costi delle materie prime. C’è più che mai bisogno di economia circolare. Ma l’Unione Europea e l’Italia stanno accelerando in questa direzione? 

La prima notizia che emerge non è positiva: l’obiettivo del disaccoppiamento tra crescita e consumo di risorse in Italia non è stato raggiunto: la ripresa economica del 2021 ha trainato un analogo aumento del consumo di risorse. Però, pur con queste difficoltà, emerge anche un dato positivo. 

L’Italia rimane un passo avanti rispetto ai suoi competitor europei: è al primo posto, assieme alla Francia, nella classifica delle 5 principali economie europee. Nel 2020 il tasso di utilizzo circolare della materia nell’Unione Europea è stato pari al 12,8%: l’Italia è arrivata al 21,6%.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: Circular Economy Network circulareconomynetwork.it

Transforming enterprises through diversity and inclusion

Questo rapporto presenta i risultati di uno degli studi più completi sull’uguaglianza, la diversità e l’inclusione condotti dall’ILO durante un periodo di immensa interruzione poiché l’impatto della pandemia di COVID-19 si è fatto sentire in tutto il mondo. Contribuisce a nuove conoscenze e approfondimenti per supportare meglio le imprese nella creazione di un cambiamento potente e completo nell’eliminazione di tutte le forme di discriminazione sul posto di lavoro e nella promozione dell’uguaglianza, della diversità e dell’inclusione. Si basa sulla ricchezza della ricerca esistente che mostra il ruolo fondamentale di D&I nelle elevate prestazioni della forza lavoro, delle imprese, delle economie e delle società a livello globale.

L’evidenza secondo il rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sulla diversità e l’inclusione è: una persona su quattro non si sente apprezzata sul lavoro e coloro che si sentono inclusi ricoprono ruoli più alti.

Lo studio ha rilevato che la sensazione di inclusione sul posto di lavoro era più probabilmente associata all’anzianità rispetto al background personale o a caratteristiche come età, sesso o etnia/razza/religione. Il 92% del personale senior ha affermato di sentirsi incluso e che la diversità è stata rispettata e apprezzata sul lavoro, rispetto al 76% degli intervistati di livello inferiore. Anche la forza lavoro nelle imprese di medie, grandi e multinazionali era più propensa a sentirsi positiva rispetto a quella nelle piccole imprese e nelle imprese nazionali.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: www.ilo.org

Pesticidi: una pandemia silenziosa – Il lato oscuro della chimica verde

A livello globale, circa un terzo dei prodotti agricoli viene prodotto utilizzando pesticidi e il loro uso continua a crescere. Solo nel 2019 sono state utilizzate circa 4,2 milioni di tonnellate di pesticidi, circa 0,6 kg a persona, ed è previsto un incremento di circa 3,5 milioni di tonnellate per sfamare la futura popolazione.

In occasione della Giornata mondiale della salute, nell’ambito della campagna Food4Future, il WWF lancia l’allarme con il nuovo report “Pesticidi: una pandemia silenziosa”: un’approfondita analisi sugli impatti dell’inquinamento da pesticidi che non risparmiano nessuno e contro i quali dobbiamo agire subito, promuovendo una autentica transizione ecologica dell’agricoltura.

Il WWF denuncia il fatto che l’Europa – in preda ai timori del conflitto e delle crisi economiche e sotto la pressione delle industrie dell’agrochimica e delle lobby agricole – sta rallentando il processo verso la sostenibilità agroalimentare avviato con le Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, rinviando la presentazione della riforma della Direttiva UE sull’uso sostenibile dei pesticidi.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: www.wwf.it

Navi da crociera e inquinamento

Il report “One corporation to pollute them all. Luxury cruise air emissions in Europe” pubblicato dall’ong Transport & Environment, ha analizzato gli spostamenti nel corso del 2017 di 203 navi da crociera lungo le coste dei Paesi europei (comprese Norvegia, Islanda, Albania, Montenegro, Groenlandia e Far Oer), stimando un’emissione complessiva pari a 62mila tonnellate di ossidi di zolfo (venti volte superiore a quella emessa da 260milioni di automobili circolanti in Europa) 155mila tonnellate di ossidi di azoto (NOx), 10mila tonnellate di polveri sottili e più di 10 tonnellate di CO2.

Nel 2017 le 47 navi da crociera della flotta di Carnival Corporation -compagnia anglo-americana che in Italia opera con Costa Crociere, prima a livello mondiale nel settore- ha emesso quasi dieci volte più ossido di zolfo (SOx) rispetto a tutto il parco macchine europeo (260 milioni di veicoli). Seguono le navi della Royal Caribbean Cruises, secondo più grande operatore al mondo, le cui emissioni sono pari a quattro volte quelle del parco auto europeo. 

Il bacino del Mediterraneo, e in modo particolare Spagna e Italia, è l’area più interessata dai fumi inquinanti delle navi da crociera. Tuttavia non dobbiamo dimenticare l’impegno di alcuni gruppi crocieristici che stanno lavorando in un’ottica più green. Ad esempio i due grandi gruppi crocieristici che operano in Italia, Msc Crociere e Costa Crociere si sono già mossi per ridurre il loro impatto ambientale.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: www.transportenvironment.org

Indagine della BEI sul clima – Economic and social impact of the green transition

La Banca europea per gli investimenti ha lanciato la quarta edizione dell’Indagine della BEI sul clima, un’analisi approfondita di come i cittadini percepiscono i cambiamenti climatici in un mondo in rapido cambiamento.

I risultati di questo comunicato si concentrano sulle opinioni dei cittadini sugli impatti della transizione verde sulle loro vite.

Per leggere i risultati di questa versione dell’Indagine sul clima cliccare qui.

All’indagine hanno partecipato oltre 30.000 persone intervistate tra il 26 agosto e il 22 settembre 2021. A ciascuno dei 30 paesi interessati corrisponde un paniere rappresentativo di intervistati.

Per leggere il report sull’Italia cliccare qui.

Fonte: www.eib.org

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