Latest News

19. Caino e Abele – la pena di morte

Cari lettori,

con la rubrica ESaGeri-amo! desideriamo soddisfare la vostra esigenza di ricevere un contributo formativo in tema di investimenti ESG, anche al fine di riconoscere più facilmente gli investimenti SRI gestiti con un approccio “sincero”.

ESaGeri-amo! è una rubrica che viene declinata sotto forma di articoli di approfondimento su vari temi legati al mondo degli investimenti sostenibili: vengono affrontate varie tematiche di natura tecnica, normativa e commerciale.

Gli articoli della rubrica sono ricchi di contenuti ma anche di esempi pratici per poter fornire un collegamento con le pratiche di gestione degli investimenti sostenibili. 

ESaGeri-amo! vuol fare “innamorare” i lettori degli investimenti ESG, spingendoli a gettare il cuore oltre l’ostacolo approfondendo quelle tematiche che possano fornire gli strumenti utili a riconoscere un valido e sincero investimento sostenibile. Infatti, riteniamo che solamente chi conosce bene il tema degli investimenti sostenibili riesce a comprenderne le potenzialità (non solamente ESG, ma anche finanziarie).

In questa puntata della rubrica ESaGeri-amo! viene analizzato il tema della pena di morte. In particolare, vengono:

  • Descritta la logica che porta alcuni Stati ad adottare la pena di morte
  • Fornita un’analisi dei paesi che adottano questa pratica
  • Illustrati i risultati ai quali puntano i paesi che adottano la pena di morte
  • Proposta una riflessione circa la tollerabilità di questa pratica
  • Analizzati gli aspetti a favore e contro l’adozione della pena di morte
  • Descritti gli effetti dell’adozione della pena di morte da parte degli USA
  • Affrontato il tema della pena di morte dal punto di vista degli investitori attenti alle tematiche di sostenibilità

L’obiettivo di questo approfondimento è quindi quello di voler fornire gli strumenti utili per valutare il dibattito intorno alla pena di morte, sottolineando gli aspetti legati alla sostenibilità di questa pratica.

18. Energia nucleare: green o no?

Cari lettori,

con la rubrica ESaGeri-amo! desideriamo soddisfare la vostra esigenza di ricevere un contributo formativo in tema di investimenti ESG, anche al fine di riconoscere più facilmente gli investimenti SRI gestiti con un approccio “sincero”.

ESaGeri-amo! è una rubrica che viene declinata sotto forma di articoli di approfondimento su vari temi legati al mondo degli investimenti sostenibili: vengono affrontate varie tematiche di natura tecnica, normativa e commerciale.

Gli articoli della rubrica sono ricchi di contenuti ma anche di esempi pratici per poter fornire un collegamento con le pratiche di gestione degli investimenti sostenibili. 

ESaGeri-amo! vuol fare “innamorare” i lettori degli investimenti ESG, spingendoli a gettare il cuore oltre l’ostacolo approfondendo quelle tematiche che possano fornire gli strumenti utili a riconoscere un valido e sincero investimento sostenibile. Infatti, riteniamo che solamente chi conosce bene il tema degli investimenti sostenibili riesce a comprenderne le potenzialità (non solamente ESG, ma anche finanziarie).

In questa puntata della rubrica ESaGeri-amo! viene analizzato il profilo di sostenibilità dell’energia nucleare come fonte di approvvigionamento energetico. In particolare, vengono:

  • Definita l’energia nucleare, i suoi impatti in termini di sostenibilità, e la diffusione a livello globale
  • Illustrati i pro e i contro circa l’utilizzo dell’energia nucleare, anche analizzandone i costi esterni ed i rischi associati
  • Con riferimento agli investitori istituzionali, descritti i criteri di esclusione (per aziende e per Stati) relativi all’energia nucleare
  • Evidenziato come il dibattito sull’energia nucleare sia stato riportato alla ribalta dagli ultimi provvedimenti europei in materia di sostenibilità (Regolamento UE 2020/852 – Tassonomia)

L’obiettivo di questo approfondimento è quindi quello di voler fornire gli strumenti utili per valutare la sostenibilità del nucleare, un tema fortemente dibattuto quando si tratta di fonti energetiche.

BiodiverCities by 2030: Transforming cities’ relationship with nature

Un nuovo rapporto del World Economic Forum invita le città, come uno degli attori cruciali nell’invertire la perdita di natura e il cambiamento climatico, a diventare BiodiverCities entro il 2030.

Il documento sottolinea che è in corso un’ “era urbana”. Le città rappresentano l’80% del PIL globale e ospiteranno il 75% della della popolazione mondiale entro il 2050.

Il rapido processo di urbanizzazione globale, che continua ad aumentare la pressione sulla fornitura di servizi e sullo sviluppo delle infrastrutture delle città, insieme all’aumento delle temperature e ai disastri naturali sempre più gravi, ha causato gravi danni all’ambiente nelle città.

Oggi più che mai la conservazione della biodiversità urbana e la riduzione dell’impronta ecologica delle città sono priorità assolute. Abbiamo di fronte a noi una grande opportunità per reimmaginare una convivenza armoniosa tra uomo e natura e investire le risorse necessarie per fornire servizi ecosistemici agli abitanti delle città e proteggere e mantenere la biodiversità nelle aree urbane.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: www.weforum.org

Global Risks Report 2022 (WEF)

La 17a edizione di Global Risks Report del World Economic Forum dichiara che la “crisi climatica” rappresenta la più grande minaccia per l’umanità nel 2022. Tra i principali rischi globali a lungo termine troviamo anche la divisione sociale, le vulnerabilità della sicurezza informatica e la ripresa dalla pandemia.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: weforum.org

L’Italia e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile – Report ASviS 2021

l Rapporto ASviS rappresenta la pubblicazione principale dell’Alleanza per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in Italia.

Il Rapporto 2021 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile analizza lo stato di avanzamento del nostro Paese rispetto all’attuazione dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e illustra un quadro organico di proposte, segnalando gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo. 

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: asvis.it

2022 ESG Trends to Watch

È una relazione annuale in cui vengono esplorate le principali tendenze ambiantali, sociali e di buon governo (ESG) che sono al centro dell’attenzione degli investitori nel 2022.

Nel documento “ESG Trends to Watch for 2022” Msci presenta le dieci tendenze Esg del nuovo anno. I temi legati al cambiamento climatico saranno sempre più centrali, con una forte spinta Net zero sulla supply chain. Si evolverà la regolamentazione, diminuirà il greenwashing, e cambierà la produzione di energia e di cibo.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: msci.com

Global Sustainable Investment Review 2020

La quinta edizione del rapporto (biennale) Global Sustainable Investment Review 2020 della Global Sustainable Investment Alliance (GSIA) fa il punto sullo stato dell’arte della finanza sostenibile nel mondo, combinando dati regionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Giappone, Australasia ed Europa.

Il rapporto mostra la continua prevalenza di investimenti sostenibili nel settore degli investimenti globali, con asset in gestione che raggiungono i 35.000 miliardi di dollari (una cifra pari a 1/3 degli asset totali) e una crescita del 15% in due anni e, in totale, pari al 36% di tutti gli asset gestiti professionalmente nelle regioni coperte da questo rapporto. I mercati più dinamici sono quelli nordamericani. Ma Stati Uniti ed Europa pesano per l’80% del totale degli asset.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: http://www.gsi-alliance.org/

Diversity & Inclusion in azienda

L’UN Global Compact Network Italia lancia le nuove “Linee Guida su Diversity & Inclusion in azienda” prodotte in partnership con ILO – Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ufficio per l’Italia) e AIDP – Associazione Italiana Direzione Personale.

Le Guidelines rappresentano l’output finale del primo anno di attività dell’Osservatorio D&I, che continuerà nel 2022 ed è stato istituito nel 2021 dal Network italiano dell’UN Global Compact con il coinvolgimento di 17 grandi aziende aderenti impegnate sullo sviluppo sostenibile e provenienti da vari settori.

“Negli ultimi anni, la Diversity & Inclusion si sono affermate al livello internazionale come leve imprescindibili per la trasformazione e la crescita delle aziende, in quanto orientate al pieno sviluppo delle competenze e dei talenti presenti nelle organizzazioni. In Italia, che ad esempio per occupazione femminile è ultima in Europa con un tasso del 48% secondo i dati Istat e Eige, e dove il fenomeno dell’inattività è sempre più allarmante, c’è ancora molto lavoro da fare in questa direzione, tenendo sempre presente che la Diversity non si riferisce solo al tema gender, ma considera tutti i target più vulnerabili che rischiano di non avere pari accesso e opportunità (persone con disabilità, i migranti, i giovani, cc.) All’interno del Network italiano dell’UN Global Compact, registriamo però significativi esempi di attori business impegnati per un efficace adattamento delle strutture organizzative e delle culture aziendali con l’obiettivo di rendere l’ambiente lavorativo aperto a tutte le risorse e capace di accogliere e valorizzare tutte le diversità.” afferma Marco Frey, Presidente, UNGCN Italia.

Il paper di guidance raccoglie molteplici best practices aziendali sul “Principio 6” dell’UN Global Compact, che richiama il settore privato globale all’eliminazione di ogni forma di discriminazione in materia di impiego e professione”. I business-case mettono in condivisione iniziative, progetti, approcci strategici sui temi della leadership inclusiva e della parità di opportunità e trattamento, considerando specifici gruppi di Persone: le donne, i migranti, i giovani. Particolare attenzione, è riservata inoltre al tema del disability management.

Alla luce dell’analisi del contesto normativo, delle sfide da affrontare e delle experiences raccontate, le Linee Guida formulano una serie di Raccomandazioni rivolte alle imprese ed applicabili trasversalmente a tutti i livelli e funzioni aziendali, come ad esempio: l’utilizzo di un linguaggio inclusivo e la formazione sui pregiudizi inconsci; l’attenzione a colmare il pay gap sui target fragili; la necessità di adottare policy adeguate in tema di non discriminazione sin dalle prime fasi della selezione per arrivare a coprire anche la zero-tolerance della violenza di genere sul luogo di lavoro.

I benefici attesi dalla loro implementazione, sono principalmente in termini di: rafforzamento della satisfaction e della loyalty dei lavoratori; maggiore capacità di attrarre nuovi talenti; crescita della reputation aziendale (anche presso gli investitori); aumento della competitività sul mercato.

“No one left behind”/ Non lasciare nessuno indietro: le nuove Linee Guida di UNGCN Italia recepiscono e supportano il principio fondamentale indicato dalla stessa Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per realizzare la “giusta transizione” verso un mercato, e un mondo, più equi, inclusivi e prosperi.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: https://globalcompactnetwork.org/it/

Eurosif Report 2021

Promuovere l’impatto degli investitori – ponendolo al centro della finanza sostenibile

Il report di Eurosif, il Forum europeo per gli investimenti sostenibili e responsabili, si apre con una nota di preoccupazione: “Nonostante l’espansione degli investimenti sostenibili e responsabili (Sri) e delle iniziative legate alla sostenibilità negli ultimi anni, la scienza ci dice che le condizioni della Terra sono in peggioramento”. 

Prosegue con: “Pertanto, gli investitori e i responsabili politici devono garantire l’efficacia delle strategie Sri, oggi e in futuro, e regolamentazioni volte a conseguire risultati positivi nel mondo reale”. Lo studio spiega passo dopo passo quali sono le priorità su cui concentrarsi.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: eurosif.org

Confronti inSostenibili: Electrolux & Howdens

Cari lettori,

in questa breve presentazione vi invitiamo ad effettuare un’analisi alla scoperta di quanto può essere essenziale e importante il livello e l’attenzione dedicata alla sostenibilità da parte delle società. In particolare, vi accompagneremo lungo un percorso di confronto diretto tra i titoli, da noi proposti, con un più alto grado di sostenibilità e titoli con livelli inferiori di sostenibilità. Il confronto avverrà sotto i tre fattori essenziali della sostenibilità, che sono l’ambiente, il sociale e il buon governo, senza farvi mancare i fondamentali finanziari che sono il rendimento e il rischio, indagato nella forma della volatilità. Infine, vi proponiamo il confronto in termini di rendimento e rischio tra due indici, che sono l’indice azionario mondiale dei titoli sostenibili e l’indice classico azionario mondiale, e il confronto in termini di rendimento del fondo di Raiffeisen Capital Management che investe nel titolo sostenibile, contro il suo fondo standard di riferimento.

Le due società che vi proponiamo oggi sono: Electrolux & Howdens

Confronti inSostenibili: Sika & Victrex

Cari lettori,

in questa breve presentazione vi invitiamo ad effettuare un’analisi alla scoperta di quanto può essere essenziale e importante il livello e l’attenzione dedicata alla sostenibilità da parte delle società. In particolare, vi accompagneremo lungo un percorso di confronto diretto tra i titoli, da noi proposti, con un più alto grado di sostenibilità e titoli con livelli inferiori di sostenibilità. Il confronto avverrà sotto i tre fattori essenziali della sostenibilità, che sono l’ambiente, il sociale e il buon governo, senza farvi mancare i fondamentali finanziari che sono il rendimento e il rischio, indagato nella forma della volatilità. Infine, vi proponiamo il confronto in termini di rendimento e rischio tra due indici, che sono l’indice azionario mondiale dei titoli sostenibili e l’indice classico azionario mondiale, e il confronto in termini di rendimento del fondo di Raiffeisen Capital Management che investe nel titolo sostenibile, contro il suo fondo standard di riferimento.

Le due società che vi proponiamo oggi sono: Sika & Victrex

17. Sostenibilità – il ruolo del buon governo societario

Cari lettori,

con la rubrica ESaGeri-amo! desideriamo soddisfare la vostra esigenza di ricevere un contributo formativo in tema di investimenti ESG, anche al fine di riconoscere più facilmente gli investimenti SRI gestiti con un approccio “sincero”.

ESaGeri-amo! è una rubrica che viene declinata sotto forma di articoli di approfondimento su vari temi legati al mondo degli investimenti sostenibili: vengono affrontate varie tematiche di natura tecnica, normativa e commerciale.

Gli articoli della rubrica sono ricchi di contenuti ma anche di esempi pratici per poter fornire un collegamento con le pratiche di gestione degli investimenti sostenibili. 

ESaGeri-amo! vuol fare “innamorare” i lettori degli investimenti ESG, spingendoli a gettare il cuore oltre l’ostacolo approfondendo quelle tematiche che possano fornire gli strumenti utili a riconoscere un valido e sincero investimento sostenibile. Infatti, riteniamo che solamente chi conosce bene il tema degli investimenti sostenibili riesce a comprenderne le potenzialità (non solamente ESG, ma anche finanziarie).

In questa puntata della rubrica ESaGeri-amo! viene analizzato il ruolo del buon governo societario (corporate governance) nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. In particolare, vengono:

  • Illustrato il ruolo della corporate governance nell’ambito della sostenibilità, ed evidenziato il collegamento tra buona gestione d’impresa e sostenibilità
  • Descritto come l’interpretazione della corporate governance è cambiata negli ultimi anni, e come mai tale tematica è adesso al centro dell’attenzione
  • Illustrate le differenze tra corporate governance e CSR?
  • Descritti i codici di corporate governance nazionali
  • Evidenziato l’impatto della corporate governance sulla sostenibilità

L’obiettivo di questo approfondimento è quindi quello di voler sottolineare come la dimensione “G” –corporate governance rappresenti un importante componente dell’analisi di sostenibilità.

Scroll to top