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La Finanza di impatto per i cambiamenti climatici

Il report fornisce una panoramica delle metriche e degli indicatori utilizzati per misurare la finanza di impatto. Quest’ultima è un argomento che sta assumendo una crescente importanza a livello Europeo, come affermato dalla relazione dell’High Level Expert Group europeo sulla finanza sostenibile. Inoltre, vengono forniti anche alcuni esempi di strumenti e buone pratiche internazionali utilizzate, con alcuni casiu esemplificativi.

Fonte: finanzasostenibile.it

Portofino -Liguria ITALIA

Riscaldamento del Mar Mediterraneo nella perla ligure.

Il mio reportage: Portofino è un esempio di biodiversità e di come un’area protetta può generare più economia e benessere della pesca indiscriminata senza regole. Tuttavia il fatto di essere un Parco Naturale, non la tutela da quelli che sono gli aumenti delle temperature che in questo luogo meraviglioso sta uccidendo tante gorgonie rosse (Paramuricea Clavata) Come accade nei più bei siti subacquei nel nostro Mar Mediterraneo, il proliferare di alghe parassita anche a Portofino vede le gorgonie attaccate e con la morte dei polipi che la popolano, la gorgonia senza vita si riduce ad uno scheletro e si disintegra. In questo video riconoscerete facilmente una gorgonia viva, integra e ricca di polipi che la popolano, anziché una malata, colpita in modo parziale o già irrimediabilmente. La vita e la morte di queste creature stupende messe a rischio dall’uomo…

Dove: Acque antistanti il promontorio di Portofino

Come: Per le riprese subacquee ho utilizzato una camera Sony A7III, obiettivo grandangolare Sony 12-24mm, custodia subacquea Easydive Leo WI, illuminazione 2 Easydive Revolution da 15.000 lumen ciascuno.

Why and how investors should act on human rights

Con il regolamento sulla due diligence dei diritti umani già implementato in alcune giurisdizioni, oltre a misure in pipeline e policy making convergenti attorno agli UNGPs e gli standard OCSE, gli investitori possono ora rendere il proprio approccio alle questioni ESG implementando questi framework. Portando i principali investitori a riconoscere standard internazionali – e prevenire e mitigare esiti negativi effettivi e potenziali per le persone – conduce ad una migliore gestione del rischio finanziario e aiuta ad allineare le loro attività con le esigenze in evoluzione dei beneficiari, dei clienti e dei regolatori.

Per leggere il report cliccare qui.

Fonte: unpri.org

From poor working conditions to forced labour – What is hidden in your portfolio (PRI)

Il miglioramento degli standard di lavoro della catena di approvvigionamento può aiutare a mitigare rischi operativi, legali / regolamentari e reputazionali, oltre a presentare opportunità per trarre vantaggio da fornitori innovativi, accesso a più mercati e contratti, fedeltà dei clienti, dipendenti produttivi / impegnati e rapporti sicuri con i fornitori. Attori internazionali come il G7, l’ILO e attraverso gli obiettivi di sviluppo sostenibile, le Nazioni Unite, stanno mettendo le condizioni di lavoro nella catena di approvvigionamento nella loro agenda.

Fonte: unpri.org

Arcipelago de La Maddalena -Sardegna ITALIA

I danni causati dall’aumento delle temperature nel Mediterraneo.

La Gorgonia Rossa, il cui nome scientifico è Paramuricea Clavata, è una delle meraviglie del nostro Mar Mediterraneo il cui sviluppo ed addirittura sopravvivenza, è sempre più spesso messo in discussione dall’aumento delle temperature del nostro mare. Acque sempre più calde, agevolano la proliferazione di alghe infestanti che attaccano la gorgonia soffocando i polipi che la popolano, fino ad ucciderli. A quel punto la gorgonia senza più vita si riduce ad uno scheletro e si sbriciola disintegrandosi. Nei fondali dell’Arcipelago de La Maddalena, nel nord ovest della nostra meravigliosa Sardegna, ho documentato con queste immagini la Paramunicea Clavata, così come appare quando è libera dalle alghe infestanti e come si riduce quando ne è attaccata. La natura fa si che la vita si insedi ovunque, anche su di un vecchio relitto, ma rompere questi equilibri può diventare estremamente dannoso ed addirittura pericoloso per le drammatiche conseguenze che si riflettono sull’equilibrio biologico dei mari e purtroppo non solo di questi. Le meraviglie dei fondali e delle coste della Sardegna: quello che abbiamo e che a causa della nostra azione scellerata rischiamo di perdere, come quello che stiamo già perdendo!

San Salvador -BAHAMAS

Il mio reportage: Recentissima la notizia del 31 ottobre 2019 con la quale la Comunità Europea, che sta finanziando il progetto “SponGES”, informa di un’importantissima scoperta realizzata dai ricercatori scientifici. Per meglio capire l’importanza della notizia, bisogna fare una passo indietro, o meglio una premessa. Oltre 1\3 della CO2 che scelleratamente emettiamo nell’atmosfera e che contribuisce ad aumentare il livello delle temperature, viene assorbito dagli oceani, che ricoprono il 71% della corsa terrestre. Questa CO2 viene assorbita dal fitoplancton, dalle diatomee e da alghe fotosintetiche presenti negli ecosistemi marini e di acqua dolce. Questi “doni di Dio” che assorbono la CO2, diatomee in testa, hanno la propria struttura scheletrica costituita da silicio, il secondo elemento più abbondante sulla crosta terrestre dopo l’ossigeno. Fatta questa premessa, veniamo alla scoperta: Gli scienziati hanno evidenziato che la maggior parte del silicio presente negli oceani proviene dalle spugne di mare e non dalle sole diatomee, come ritenuto in precedenza. Sino ad oggi si identificava nelle diatomee, i maggiori contributori di silicio. Infatti quando le diatomee muoiono, si depositano sul fondo del mare, rimuovendo il carbonio dalle acque di superficie, sequestrando nei sedimenti sottostanti. La rimozione e il sequestro di carbonio e silice dalla superficie degli oceani, contribuiscono a mantenere sotto controllo il questo gas a effetto serra atmosferico. La silice disciolta viene riciclata e col tempo viene riportata in superficie da correnti di risalita (upwelling) per essere riutilizzata nella zona raggiunta dalla luce del sole (eufotica). La velocità di questo ciclo e la quantità di silice disponibile per la crescita delle diatomee avranno implicazioni per il riscaldamento o il raffreddamento del clima. «Con il continuo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, è necessario stabilire se nell’oceano esistono altri importanti pozzi di assorbimento biologici del silicio disciolto, oltre alla sedimentazione degli scheletri delle diatomee» «In particolare, è stato scoperto che le spugne sono responsabili per il sequestro di circa 48 milioni di tonnellate di silicio all’anno attraverso i frammenti microscopici che compongono i loro scheletri silicei. Questo dato aumenta di circa il 28 % l’ampiezza del pozzo di assorbimento biologico del silicio nell’oceano, che in precedenza era stato calcolato prendendo in considerazione soltanto gli scheletri delle diatomee». In conclusione, che Dio (ma soprattutto noi!) preservi queste spugne che in realtà oggi scopriamo, sono “a monte” del processo di assorbimento di CO2 e relativa trasformazione dello stesso in ossigeno! Ecco le splendide spugne che popolano i fondali delle Bahamas e 3 simpaticissimi “amici” che con le spugne ci giocano!

Dove: Questo video l’ho girato nei fondali dell’isola di San Salvador, Repubblica delle Bahamas

Come: Per le riprese subacquee ho utilizzato una camera Sony A7III, obiettivo grandangolare Sony 12-24mm, custodia subacquea Easydive Leo WI, illuminazione 2 Easydive Revolution da 15.000 lumen ciascuno

Miami -Florida USA

Per un beffardo gioco del destino anziché un punizione Divina, la “negazionista” Florida sui cambiamenti climatici, rischia più di tante altre di finire sott’acqua!

Il mio reportage: Chiunque sia atterrato all’aeroporto di Miami e si sia diretto verso Miami Beach, avrà notato che l’oceano alla sua destra è praticamente a livello dell’autostrada stessa e che anche una semplice pioggia può dare luogo a “straripamenti” anche rilevanti. Allora nella Florida tradizionalmente “negazionista” sui cambiamenti climatici, la beffa del destino, o forse la punizione Divina, è quella che non potendo arginare l’aumento del livello dell’oceano, si procede ad alzare il livello delle strade e creare barriere ai margini di ogni canale. Dove: Miami, Miami Beach, Ocean Drive, Espanola Way Come: Videocamera Sony FS5M2 con obiettivo 18-105mm

Siladen, Komodo e Manado -INDONESIA

Un “angolo” di Paradiso rappresentato da 17.000 isole, tra contraddizioni, rischi e bellezze naturali da togliere il fiato, vi presento la “mia” Indonesia!

La mia documentazione: Seguitemi in questa esperienza che ho documentato nell’estate del 2019 in questa meravigliosa terra dalle 1000 contraddizioni. Il Drago di Komodo è for “l’ultimo dei dinosauri” che a causa del riscaldamento globale alla schiusa delle uova vede nascere moltissimi maschi e pochissime femmine, mettendo a rischio la specie. I Pipistrelli Volpe Giganti sono stati decimati nella vicina Australia a febbraio 2019 ed il rischio che la stessa cosa accada in Indonesia è purtroppo una realta In inglese è “Sperm Whale”, in italiano Capodoglio, per tutti una meravigliosa balena che ho avuto il piacere di incontrare e di riprendere facendole volare un drone sopra ad una decina di metri. Questa bellissima creatura è bene che non navighi verso nord-nord est, dove c’è uno dei popoli meno Sostenibili al mondo, quei giapponesi che dal 1° luglio di quest’anno, hanno ripreso ad uccidere questi essere che loro stessi, 31 anni fa, avevano portato ad un soffio dall’estinzione. Hanno ritenuto che 31 anni sia un tempo sufficiente per riprendere a sterminarle!

Dove: Questo video l’ho girato intorno nelle isole indonesiane di Sebayur, di Komodo e di Flores e nelle acque antistanti il Parco Marino del Bunaken nel nord del Sulawesi

Come: Per le riprese aeree ho usato un drone DJI Phantom 4 Pro 2, le riprese terrestri una videocamera Sony FS5M2 con obiettivo 18-105mm, mentre per le riprese subacquee ho utilizzato una camera Sony A7III, obiettivo macro Sony 90mm, obiettivo grandangolare Sony 12-24mm, custodia subacquea Easydive Leo WI, illuminazione 2 Easydive Revolution da 15.000 lumen ciascuno

Singapore -SINGAPORE

Almeno 66 miliardi di Euro per proteggere Singapore dall’aumento del livello dell’oceano -Premier Lee Agosto 2019

Il mio reportage:

Proprio mentre il premier Lee pronunciava queste drammatiche parole, ero a Singapore a riprendere quanto sta accadendo. Le mie immagini documentano la contiguità di Singapore con l’Oceano, gli inefficaci tentativi di tenere il mare “a distanza” e come anche la pista cittadina del Gran Premio di Formula 1 di Singapore, con la doppietta della nostra Ferrari il 22 Settembre 2019, sia in maniera davvero inquietante a “bordo oceano”

Dove: Singapore downtown, Marina Bay, Financial District, Porto

Come: Per le riprese terrestri una videocamera Sony FS5M2 con obiettivo 18-105mm.

Tokyo – GIAPPONE

Il mio reportage: Il Giappone può contare di un territorio di 379.000 km2, circa il 20% in più dell’Italia e nonostante ciò ha una popolazione doppia rispetto a quella del nostro Paaese. Questo ha portato la capitale Tokyo a raggiungere numeri da brivido, non tanto per gli abitanti della capitale stessa, che ammontano alla considerevole cifra di 13,5 mln di abitanti, quanto per il suo conglomerato urbano che attribuisce al “Distretto di Tokyo” un numero di circa 36 mln di abitanti su di un territorio grande come 1\2 Sicilia ed un numero di abitanti 7 volte superiore. Con un PIL di 2,2 bln di dollari essa rappresenta l’area metropolitana più ricca al mondo e come si può intuire, lo spazio inizia a scarseggiare per tutte quelle persone. La decisione è stata quindi di spostarsi verso l’oceano, costruendo isole artificiali la cui tenuta, rispetto ad un oceano che sale di livello, potrebbe creare non pochi problemi. Anche il famoso mercato del pesce di Tokyo si ‘ da inizio 2018 trasferito su dio una di queste isole artificiali. Ho voluto documentare Tokyo, vista dal basso e dall’alto ed è innegabile come l’acqua circondi ogni cosa, o meglio come la terra stia tentando di prendere sempre più posto all’oceano, cosa tremendamente rischiosa visto cosa menziona lo studio sopra citato.

Dove: Tokyo downtown, Sky Tree, Financial District, Porto

Come: per le riprese terrestri una videocamera Sony FS5M2 con obiettivo 18-105mm

L’impatto dei cambiamenti climatici sul turismo: Arpy, La Thuile e Courmayeur

Gli scienziati delle Nazioni Unite che siedono al tavolo intergovernativo sui cambiamenti climatici, (IPCC, si veda nella sezione “link utili”), nell’ottobre del 2018 ha condiviso con il mondo intero un documento su 10 ambiti di attività di uomo e natura, già condizionati dai cambiamenti climatici e come gli stessi subiranno il peggioramento quando si arriverà a 1,5° e 2° di aumento dall’eta preindustriale. Gli effetti sono drammatici e già iniziano ad avere impatto anche a casa nostra, con distruzioni e siccità, anziché la cosa più naturale, quanto drammatica, che ci si possa aspettare dall’innalzamento delle temperature: la mancanza di neve!

Il mio reportage: Queste riprese le ho realizzate in piena stagione sciistica, il 19 gennaio 2019, sulle piste di fondo di Arpy, nella Valle del Monte Bianco, comune di Morgex ed a cavallo tra La Thuile e Courmayeur. Il 19 Gennaio si sarebbero già dovute disputare varie competizioni di sci di fondo, ma l’assoluta mancanza di neve non ha permesso l’apertura del comprensorio e per l’ostello, il ristorante ed il bar questo ha voluto dire assenza di turismo, gli unici presenti erano gli immigrati da Lampedusa, ospitati dall’ostello. In coda al video c’è La Thuile, dove il comprensorio di “discesa” è stato aperto “a pezzi” quando i cannoni per l’innevamento artificiale trovavano le condizioni di temperatura per produrre “neve”, anziché innaffiare i prati! L’immagine finale è di Courmayeur, sotto la Catena del Massiccio del Monte Bianco e constaterete come, il 19 Gennaio 2019, la neve arrivava solo dove finivano di crescere gli alberi, che tradizionalmente arrivano fino ad una quota di 1800\2000 metri. Drammatico! Dove: Arpy (Morgex), La Thuile, Courmayeur Come: Drone DJI Phantom 4 Pro II

Il Ghiacciaio della Mer des Glaces: Guardare per credere!

Il mio reportage: Dai 3466 metri di altezza di Punta Helbronner sulla catena del Monte Bianco, parte una fantastica discesa in fuoripista con gli sci, per nulla difficile ma indispensabile l’accompagnamento di una guida a causa degli innumerevoli crepacci, spesso nascosti dalla neve che possono generare conseguenze fatali anche al solo passaggio. Questa discesa un tempo arrivava fino a Chamonix, dall’altra parte della catena, lato francese. Oggi non è più così e quanto vedrai, se ami la montagna, se ami la Natura, sarà un pugno nello stomaco, ma non possiamo continuare a raccontarci favole e dirci che va tutto bene!

Dove: La Salle, Courmayeur, Chamonix, Montenvers.

Come: Drone DJI Phantom 4 Pro 2, Nikon D850 Ottica 70-120mm.

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