Il riciclo delle batterie al litio rappresenta una delle sfide chiave della transizione energetica e industriale. Con la crescita della mobilità elettrica e dei sistemi di accumulo per data center e reti energetiche, la gestione del fine vita degli accumulatori diventa strategica. In questo contesto, l’Italia compie un passo importante con la nascita del primo hub industriale integrato per il riciclo completo delle batterie agli ioni di litio, realizzato a Soliera, in provincia di Modena.
Il progetto nasce dall’iniziativa di Reinova, in collaborazione con A&C Ecotech e con il gruppo BTS & Saker, e rappresenta, secondo i promotori, l’unica soluzione europea in grado di gestire l’intero ciclo di vita delle batterie al litio. L’hub è progettato per occuparsi di tutte le fasi preliminari del recupero, dallo screening iniziale alla classificazione e alla tracciabilità digitale, fino alla produzione di materiali recuperati ad alto valore.
Il centro è in grado di trattare accumulatori di grandi dimensioni, come quelli utilizzati nei veicoli elettrici, nei sistemi di accumulo industriale e nei data center, con potenze che possono arrivare a uno o due megawatt. Il processo consente di recuperare metalli critici come nichel, cobalto, oltre a metalli preziosi come oro, argento e palladio, riducendo la dipendenza da materie prime vergini e rafforzando l’economia circolare delle batterie.
Il cuore del modello industriale è una filiera articolata. Reinova si occupa dell’architettura di sistema, degli standard di sicurezza e dello stato di salute delle batterie. A&C Ecotech gestisce il quadro regolatorio, la logistica e il trattamento operativo presso l’hub italiano. BTS & Saker fornisce le tecnologie avanzate di pre trattamento e l’esperienza maturata negli impianti pilota. Il risultato è un processo integrato che riduce i rischi, migliora l’efficienza e garantisce elevati standard di sicurezza.
Resta però aperto un nodo cruciale di tipo normativo. In Italia, al gennaio 2026, non è ancora stato completato il recepimento del regolamento europeo sulle batterie entrato in vigore nel 2023. Questo blocca l’ultima fase del processo, ovvero la produzione completa del Black Mass, la miscela di materiali chimici che costituisce la base per la realizzazione di nuove batterie. Senza il decreto legislativo attuativo, questa fase deve essere svolta all’estero, limitando il pieno sviluppo della filiera nazionale.
Nonostante questo limite, il progetto guarda già al futuro. Reinova prevede la creazione di micro hub di riciclo distribuiti in Italia e in Europa, con l’obiettivo di completare l’intero ciclo di recupero a livello locale e ridurre l’impatto ambientale della logistica. È inoltre in programma la realizzazione di un primo grande impianto in Campania, in provincia di Caserta, vicino alla Gigafactory di Teverola, per servire in particolare il settore industriale e i data center.
La nascita del primo centro italiano di riciclo totale delle batterie al litio segna un passaggio strategico per l’industria nazionale. Il progetto dimostra che competenze tecnologiche, investimenti e know how sono già presenti sul territorio. Il completamento del quadro normativo sarà ora decisivo per consentire all’Italia di chiudere davvero il cerchio e diventare un punto di riferimento europeo nella filiera circolare delle batterie. In un contesto di crescente domanda di accumulo energetico, questa infrastruttura rappresenta un tassello fondamentale per coniugare transizione ecologica e competitività industriale.
Fonte: In Italia il primo centro di riciclo totale delle batterie al litio