L’Unione europea compie un passo importante nella revisione delle norme sulla sostenibilità aziendale. Con l’entrata in vigore della nuova direttiva che integra il pacchetto Omnibus, vengono introdotte modifiche rilevanti alla CSRD e alla CSDD. L’obiettivo è rendere il quadro normativo più proporzionato, ridurre la complessità per le imprese e rafforzare la competitività del sistema economico europeo.
La direttiva europea entra ufficialmente in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta e segna una revisione significativa delle regole sulla rendicontazione e sulla due diligence in ambito sostenibilità. Uno degli interventi principali riguarda l’innalzamento delle soglie di applicazione. Per la rendicontazione ESG prevista dalla CSRD, l’obbligo viene ora limitato alle imprese di grandi dimensioni con oltre 1.000 dipendenti e almeno 450 milioni di euro di fatturato annuo. Questo cambiamento riduce in modo significativo il numero di aziende coinvolte.
Anche la direttiva sulla due diligence viene rivista. I nuovi requisiti si applicheranno alle aziende con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato, concentrando gli obblighi sui gruppi più grandi. Come evidenziato nella tabella comparativa presente nel documento, vengono escluse completamente le PMI quotate e vengono rivisti anche i criteri per le imprese extra europee, con soglie più elevate per l’applicazione delle norme.
Un elemento centrale della riforma riguarda il cambio di approccio nella gestione dei rischi lungo la catena del valore. Le imprese non sono più chiamate a una mappatura estesa e sistematica di tutti i fornitori, ma devono concentrarsi sui rischi concreti e rilevanti. Questo riduce l’impatto indiretto sulle piccole e medie imprese e limita il cosiddetto effetto a cascata degli obblighi informativi.
La direttiva introduce inoltre una revisione delle tempistiche. L’applicazione delle norme sulla due diligence viene rinviata al 2029, mentre gli Stati membri avranno dodici mesi di tempo per recepire le nuove disposizioni nei rispettivi ordinamenti nazionali. È prevista anche una fase transitoria per consentire alle imprese di adeguarsi gradualmente al nuovo quadro regolatorio.
Nel complesso, la riforma punta a trovare un equilibrio tra sostenibilità e competitività. Da un lato si mantiene l’impegno europeo verso la trasparenza e la responsabilità delle imprese, dall’altro si riduce il carico normativo per evitare effetti negativi sull’attività economica e sugli investimenti.
La revisione della CSRD e della CSDD segna una nuova fase per la regolamentazione della sostenibilità in Europa. Il passaggio da un approccio estensivo a uno più mirato può rendere le norme più efficaci e applicabili, concentrando gli sforzi sulle realtà con maggiore impatto. La sfida sarà ora quella di mantenere elevati standard di trasparenza senza compromettere la capacità delle imprese europee di competere a livello globale.
Fonte: CSRD, CSDD e Omnibus: entra in vigore oggi la direttiva UE sulla rendicontazione di sostenibilità