La presenza femminile nei consigli di amministrazione continua ad aumentare a livello globale, ma il percorso verso una reale parità è ancora incompleto. Il report Women on Boards and Beyond 2025 di MSCI evidenzia un progresso costante nella rappresentanza, accompagnato però da segnali di rallentamento e da una persistente difficoltà di accesso ai ruoli di leadership più elevati.
Nel 2025 le donne hanno occupato il 28,3 percento dei posti nei consigli di amministrazione delle società large e mid cap a livello globale, con un incremento di un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Quasi la metà delle aziende ha raggiunto almeno il 30 percento di rappresentanza femminile, segnale che gli obiettivi quantitativi stanno progressivamente diventando uno standard diffuso.
Nonostante questi progressi, il ritmo di crescita mostra segnali di rallentamento, soprattutto nei mercati sviluppati. In queste economie l’aumento della presenza femminile nei board è stato inferiore rispetto agli anni precedenti, con un incremento di circa 0,7 punti percentuali. Nei mercati emergenti, invece, si osserva una dinamica più vivace, con una crescita più sostenuta che ha contribuito a ridurre il divario globale.
Un dato positivo riguarda la riduzione dei consigli di amministrazione composti esclusivamente da uomini. A livello globale la quota di board senza presenza femminile è scesa in modo significativo, passando dal 16,1 percento al 12 percento, con i miglioramenti più evidenti nei mercati emergenti.
Il quadro cambia però quando si analizzano i ruoli di leadership. La presenza femminile tra presidenti del consiglio, amministratori delegati e direttori finanziari mostra segnali di stagnazione. Questo rappresenta un nodo critico, perché limita la creazione di un bacino di talenti da cui attingere per future posizioni apicali.
Interessante anche il ruolo delle commissioni interne ai consigli. Le donne occupano una quota più elevata di posti nei comitati rispetto ai board nel loro complesso, con particolare rilevanza nei comitati per le nomine. Questo ambito è strategico perché influenza direttamente la selezione dei futuri membri dei consigli e dei vertici aziendali.
Infine, il report evidenzia come la struttura proprietaria delle aziende incida sulla rappresentanza. Le società controllate o a forte presenza di azionisti di riferimento mostrano una minore partecipazione femminile rispetto alle aziende con azionariato diffuso. Questo suggerisce che i modelli di governance giocano un ruolo determinante nel favorire o limitare la diversità.
Il percorso verso una maggiore presenza femminile nei vertici aziendali ha compiuto passi importanti, ma resta incompleto. Se la rappresentanza nei consigli di amministrazione è ormai consolidata, la vera sfida riguarda l’accesso ai ruoli decisionali più elevati. Il futuro dipenderà dalla capacità delle aziende di trasformare la diversità nei board in una reale inclusione nei livelli di leadership, creando un sistema più equilibrato, efficace e rappresentativo.