Negli ultimi anni la rendicontazione di sostenibilità è stata guidata soprattutto dalla regolamentazione. Con il pacchetto Omnibus dell’Unione Europea, parte di questi obblighi è stata alleggerita, cambiando il contesto per molte imprese. Eppure, invece di ridursi, l’attenzione verso la sostenibilità sembra mantenersi elevata. Il nuovo scenario apre una domanda cruciale: se non è più solo una questione di compliance, perché le aziende continuano a rendicontare?
Il report evidenzia come il ruolo della sostenibilità nelle imprese sia cambiato in modo profondo. Anche se alcune aziende non sono più direttamente soggette agli obblighi della CSRD, il valore delle informazioni legate alla sostenibilità rimane centrale. Investitori, banche e partner continuano a considerare questi dati fondamentali per valutare rischi e opportunità, rendendo la trasparenza non solo utile ma necessaria per operare nei mercati.
I numeri sono particolarmente significativi. Il 90% delle aziende escluse dagli obblighi formali prevede di continuare o addirittura rafforzare la rendicontazione. Allo stesso tempo, una larga parte delle organizzazioni si dichiara in grado di mantenere standard simili a quelli richiesti dalla normativa europea. Questo dimostra che la sostenibilità è ormai integrata nei processi aziendali e non più percepita come un semplice adempimento burocratico.
Tuttavia emerge anche una tensione crescente. Molte aziende prevedono una riduzione delle risorse dedicate a queste attività. Questo crea un paradosso: la sostenibilità è riconosciuta come importante, ma rischia di perdere priorità senza una spinta normativa forte. Il rischio è quello di indebolire nel tempo sistemi di raccolta dati e capacità di analisi, proprio mentre questi strumenti diventano sempre più rilevanti per prendere decisioni strategiche.
Un elemento chiave riguarda il cambiamento di funzione della rendicontazione. Non si tratta più solo di comunicare all’esterno, ma di supportare decisioni interne. I dati di sostenibilità vengono utilizzati per pianificare investimenti, valutare rischi nella supply chain, migliorare l’efficienza operativa e guidare l’innovazione. In questo senso, la rendicontazione diventa una vera e propria infrastruttura decisionale. Rinunciare a questi strumenti significherebbe introdurre zone d’ombra nei processi aziendali.
Anche in assenza di obblighi stringenti, le aziende continuano ad adottare framework strutturati. Standard europei, modelli semplificati e richieste specifiche da parte di investitori e clienti mantengono alta la qualità delle informazioni. Questo dimostra che il mercato stesso sta sostituendo in parte la funzione della regolamentazione, creando nuove forme di pressione e accountability.
La sostenibilità sta entrando in una nuova fase. Non è più solo una questione normativa, ma una componente strutturale della gestione aziendale. Il vero cambiamento non è la riduzione degli obblighi, ma il passaggio da un approccio guidato dalla compliance a uno guidato dal valore. Le aziende che sapranno integrare la sostenibilità nei processi decisionali avranno un vantaggio competitivo concreto, mentre chi la considererà ancora un costo rischierà di perdere rilevanza in un mercato sempre più attento alla trasparenza e alla gestione dei rischi.
Fonte: Sustainability Reporting After the Omnibus: When Compliance is no Longer the Reason to Report