Il 2026 si apre con uno scenario globale sempre più complesso. Secondo il nuovo Risk Outlook 2026 di International SOS, le organizzazioni devono affrontare una crescita rapida e convergente dei rischi geopolitici, sanitari e tecnologici. La vera sfida non è più solo individuare le minacce, ma reagire con velocità e coordinamento, proteggendo persone, operazioni e continuità aziendale in un contesto in cui il tempo decisionale si riduce drasticamente.
Il report 2026 conferma un dato centrale. Il 57 percento dei leader aziendali dichiara che i nuovi rischi emergono più rapidamente di quanto le organizzazioni riescano a gestire. Allo stesso tempo, il 74 percento afferma che la finestra per prendere decisioni critiche si sta restringendo, mentre solo il 35 percento si sente realmente in grado di mobilitare le proprie squadre con rapidità.
L’incertezza è aumentata in modo significativo nell’ultimo anno per il 66 percento delle organizzazioni. Il principale fattore di instabilità resta la geopolitica, indicata dal 47 percento dei rispondenti, seguita dal cybercrime. Tuttavia, il report mette in luce una sottovalutazione crescente di altre minacce digitali. Solo il 14 percento identifica disinformazione e misinformation come fonti rilevanti di rischio, nonostante il loro impatto sempre più evidente sulla fiducia e sulla continuità operativa.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la convergenza dei rischi. Quasi la metà degli intervistati, pari al 49 percento, sottolinea che le minacce non si presentano più in modo isolato. Crisi sanitarie, eventi climatici estremi, instabilità politica e problemi di sicurezza tendono a sovrapporsi, rendendo necessaria una risposta integrata tra funzioni mediche, di sicurezza e di crisis management.
Sul piano tecnologico emerge un paradosso. Nonostante l’attenzione globale sull’intelligenza artificiale, solo il 6 percento delle organizzazioni considera l’AI uno strumento importante per il risk management. Secondo International SOS, questa esitazione rappresenta un’occasione mancata, poiché l’AI può supportare il rilevamento precoce dei rischi, l’analisi in tempo reale e decisioni più rapide, soprattutto in contesti complessi.
Il report dedica ampio spazio anche alla salute mentale, spesso trascurata nelle strategie di gestione del rischio. Oltre un miliardo di persone nel mondo vive con disturbi di salute mentale, ma solo il 17 percento dei rispondenti la inserisce tra le tre principali preoccupazioni. I dati operativi di International SOS indicano che ansia e stress sono oggi le condizioni più frequenti che richiedono assistenza, spesso aggravate da contesti di viaggio, instabilità e crisi ambientali.
A completare il quadro, la nuova Global Risk Map segnala un peggioramento dei livelli di rischio in diverse aree del mondo. Paesi come Iran, Myanmar e Niger hanno visto aumentare il rating di rischio per effetto delle tensioni geopolitiche, mentre miglioramenti locali, come in Mongolia, dimostrano che investimenti in sicurezza e gestione delle emergenze possono ridurre l’esposizione complessiva.
Il Risk Outlook 2026 di International SOS lancia un messaggio chiaro. In un mondo caratterizzato da incertezza crescente e rischi interconnessi, la preparazione diventa il vero fattore distintivo tra resilienza e vulnerabilità. Le organizzazioni che sapranno integrare sicurezza, salute, tecnologia e competenze umane avranno un vantaggio concreto nel proteggere le persone e garantire continuità operativa. Nel 2026, la preparazione non può più essere statica. Deve essere continua, intelligente e guidata da informazioni tempestive.
Fonte: International SOS Risk Outlook 2026: Uncertainty shaping the pace of preparedness