Anche nel 2026 l’Italia arriva troppo presto al limite delle risorse naturali disponibili. L’Overshoot Day italiano cadrà il 3 maggio, dopo soli 123 giorni dall’inizio dell’anno. Da quel momento il nostro Paese inizierà a vivere a credito ecologico, consumando più di quanto il pianeta sia in grado di rigenerare. Un indicatore simbolico, ma estremamente efficace, per comprendere l’impatto reale dei nostri modelli di produzione e consumo.
Secondo i dati pubblicati dal Global Footprint Network, se tutta l’umanità adottasse lo stile di vita medio degli italiani, sarebbero necessarie tre Italie, ovvero quasi tre pianeti Terra, per soddisfare il fabbisogno globale di risorse naturali. Questo dato colloca l’Italia in una fascia di elevata pressione ecologica, in linea con la media dell’Unione Europea, che nel 2026 condivide la stessa data di Overshoot Day.
È importante chiarire il significato di questo indicatore. Il Country Overshoot Day è una simulazione che risponde a una domanda precisa: in quale giorno dell’anno si esaurirebbero le risorse annuali della Terra se tutta la popolazione mondiale vivesse secondo i modelli di consumo di un singolo Paese. Non misura quindi l’autosufficienza interna di una nazione, ma la pressione che esercita sugli ecosistemi globali.
Nel caso italiano, la situazione appare ancora più critica se confrontata con il Country Deficit Day, che nel 2026 cadrà il 19 marzo. Questa data indica il momento in cui l’Italia avrà già esaurito tutte le risorse che i propri ecosistemi sono in grado di rigenerare in un anno. Ciò significa che solo il 21 percento dei consumi nazionali è coperto dalla biocapacità interna, mentre il resto dipende da importazioni e dall’uso di beni comuni globali, come l’atmosfera per l’assorbimento della CO2.
Il calcolo dell’Overshoot Day si basa sul rapporto tra biocapacità globale pro capite, pari a circa 1,48 ettari globali per persona, e l’impronta ecologica pro capite italiana, stimata in circa 4,43 ettari globali. Applicando la formula standard del Global Footprint Network, emerge che le risorse annuali del pianeta si esaurirebbero dopo poco più di quattro mesi se tutti vivessero come gli italiani, fissando così la data del 3 maggio.
Il confronto internazionale evidenzia forti disuguaglianze. Paesi come Qatar, Lussemburgo, Canada e Stati Uniti entrano in overshoot molto prima dell’Italia. All’estremo opposto, nazioni come India, Nigeria e Bangladesh non raggiungono un Overshoot Day, poiché la loro impronta ecologica pro capite resta inferiore alla biocapacità mondiale. Questo non implica assenza di criticità ambientali, ma riflette modelli di consumo mediamente meno intensivi.
L’Overshoot Day Italia 2026 non è una condanna, ma un indicatore di responsabilità. Mostra con chiarezza che il nostro stile di vita supera i limiti ecologici del pianeta e che il tempo per interventi marginali è ormai esaurito. Ridurre i consumi energetici, aumentare l’efficienza delle risorse e accelerare la transizione verso un’economia circolare sono condizioni necessarie per riportare equilibrio tra benessere umano e capacità rigenerativa della Terra. Il 3 maggio non è solo una data simbolica, ma un richiamo concreto all’azione.
Fonte: Overshoot Day Italia 2026: ecco quando è. Servirebbero 3 Italie per sostenere i nostri consumi