La green economy italiana avanza, ma a due velocità. È l’immagine che emerge dalla Relazione sullo Stato della Green Economy 2025, presentata agli Stati Generali della Green Economy. Un quadro fatto di luci e ombre, dove ai risultati positivi in rinnovabili, economia circolare e agricoltura biologica si affiancano ritardi nella riduzione delle emissioni, nella mobilità sostenibile e nella sicurezza energetica. Una fotografia in chiaroscuro che racconta un Paese in transizione, ma ancora lontano da una trasformazione compiuta.
Nel 2024 l’Italia ha ridotto complessivamente le emissioni di gas serra del 28 percento rispetto al 1990. Tuttavia, il ritmo di decarbonizzazione rallenta in modo significativo. Nel solo 2024 il taglio delle emissioni è stato inferiore al 2 percento su base annua, un valore quattro volte più basso rispetto al 2023. Per rispettare l’obiettivo europeo di riduzione del 43 percento al 2030, il Paese dovrebbe ridurre le emissioni di un ulteriore 15 percento nei prossimi sei anni.
Il contesto climatico rende questa sfida ancora più urgente. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia, con oltre 3.600 eventi climatici estremi. Ondate di calore, alluvioni e fenomeni meteorologici violenti hanno avuto impatti crescenti su territori, infrastrutture e settori produttivi, in particolare sull’agricoltura.
Sul fronte energetico, i segnali sono contrastanti. Da un lato, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili ha raggiunto il 49 percento del totale nazionale, superando i 130 miliardi di kilowattora e mantenendo l’Italia in traiettoria con gli obiettivi del Piano Nazionale Energia e Clima. Dall’altro lato, il Paese resta fortemente dipendente dalle importazioni di energia e i consumi finali nel 2024 sono aumentati di circa l’1,5 percento, soprattutto nei settori degli edifici e dei trasporti, considerati i più difficili da decarbonizzare.
Le prospettive per il 2025 destano qualche preoccupazione. I dati del primo semestre indicano un rallentamento delle nuove installazioni di impianti eolici e fotovoltaici, con una riduzione del 17 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra le cause principali figurano la fine del superbonus e le restrizioni introdotte da alcune Regioni.
Un punto di forza strutturale resta l’economia circolare. L’Italia conferma la leadership europea per produttività delle risorse, tasso di riciclo e utilizzo circolare dei materiali. Nel 2024 la produttività delle risorse ha raggiunto 4,7 euro per chilogrammo, mentre il tasso di riciclo complessivo dei rifiuti ha toccato l’86 percento. Tuttavia, il report segnala una forte criticità nel mercato delle materie prime seconde, in particolare per la plastica riciclata, che rischia di compromettere l’intero sistema delle raccolte differenziate.
Sul fronte della mobilità sostenibile, i ritardi sono evidenti. L’Italia ha raggiunto il record europeo di 701 auto ogni 1000 abitanti, mentre la produzione automobilistica nazionale è scesa ai minimi storici. Le auto elettriche non riescono a decollare: nel 2024 le vendite sono diminuite del 13 percento e la quota di mercato è scesa al 7,6 percento, ben al di sotto della media europea. Benzina e diesel continuano ad alimentare oltre l’80 percento del parco circolante, che risulta sempre più vecchio, con un’età media di quasi 13 anni.
In agricoltura, invece, emergono segnali incoraggianti. L’agricoltura biologica è cresciuta del 24 percento nel 2024 e l’Italia conferma il primato europeo per numero di prodotti a denominazione di qualità. Tuttavia, tra il 1980 e il 2023, i danni causati dagli eventi climatici estremi al settore agricolo hanno superato i 135 miliardi di euro, rendendo indispensabili politiche di adattamento più incisive.
La fotografia scattata dagli Stati Generali della Green Economy 2025 mostra un’Italia capace di eccellenze ambientali, ma frenata da nodi strutturali non ancora risolti. La transizione ecologica resta una leva fondamentale per la competitività, la sicurezza energetica e la resilienza climatica del Paese. Come sottolineato nel report, tornare indietro non conviene. La sfida ora è accelerare, trasformando i punti di forza in un modello di sviluppo stabile, coerente e duraturo.
Fonte: Stati Generali 2025: il punto sulla green economy. Una fotografia dell’Italia in bianco e nero